Mettiamone due!

C’è stato un giro di aggressioni a tassisti, qui a Genova, la settimana scorsa; tra richieste di aiuto e aspiranti [[Charles Bronson]] la soluzione arriva oggi:

Dopo le numerose aggressioni ai danni dei taxisti, sono in arrivo a Genova le telecamere a bordo dei mezzi. Queste saranno collegate direttamente con la centrale radio, permetteranno di visionare e ascoltare ciò che succede dentro l’abitacolo.

[fonte Primocanale]

Io dico: mettiamone due, di telecamere, e una facciamola puntare sul tassametro. Per la sicurezza di tutti 🙂

Al festival della scienza

Ho appena trascorso 3 ore a un tavolo in compagnia di Suz, Marco, Federico, Marina e l’ospite d’onore Sofi. Sebbene non sia affatto esperto di comunicazione politica, trovo sempre interessante il modo di esporre i concetti del professore fiorentino: chiaro, pulito, comprensibile. Peccato per la poca convinzione con cui la gente si avvicinava al tavolo: c’erano dei posti liberi ma nessuno si è seduto con noi. Saranno stati tutti a navigare col Wi-Fi gratis 🙂

Bel progetto, ho sentito alcune idee per l’anno prossimo e sicuramente crescerà. Non so se riuscirò a farci ancora un passo da qui alla fine (oggi ero in ferie), però seguirò certamente l’evoluzione sul blog ufficiale.

Niu entri 2

Ho avuto il via libera ufficiale per pubblicizzare webanalyticsexperience.com

Come dice Davide nei commenti dell’altro post, sembra “web analytic sex experience”, e forse forse Enrico l’ha fatto apposta 😀

Tambu clown

giocoliereE va bene, viva la sincerità: c’è un altro motivo per cui mi domando se riuscirò a leggere i libri comprati su Amazon, oltre all’inglese:
L’estrellita mi ha regalato 3 palline da giocoliere e io passo il tempo a imparare. Una sera siamo stati da un’amica che le aveva, e tempo un’ora di asocialità spinta (che tra l’altro mi riesce bene anche senza palline 🙂 ) riuscivo già a fare qualcosa, ma la cosa era finita lì.
Ora che le ho a casa è un dramma. Ci provo di nascosto, se ho un ritaglio di tempo son lì sul divano a far danni. Però sono migliorato tantissimo, riesco a fare anche 3 o 4 giri completi! Ora potete ben dire che faccio girare le palle 🙂

I casi della vita

Vi ricordate il post “spiegare l’importanza della web analytics“? è di Febbraio, e possiamo dire che da allora ne è passata di acqua sotto i ponti.
No, la situazione in ufficio è sempre quella, ma tantissime persone che stimo e che ne sanno a pacchi più di me mi hanno fatto i complimenti – più o meno direttamente – per quel post, e anche grazie a quelle parole ho potuto avere delle occasioni che forse, chissà, magari lo sliding doors della vita potrebbe non avermi presentato se non le avessi scritte.

Per dire, a dicembre sarò relatore al convegnoGT 2007, con un intervento su Google Analytics, tanto per cambiare 🙂

Ecco, l’altro giorno un collega parlava della situazione aziendale e ha detto: “ma si, qua si fanno storie anche per comprare la carta igienica, che vuoi che facciano per noi? Ognuno pensa per sé e nessuno si sbatte per il bene comune! Lo specchio nel bagno l’ho dovuto spostare io, quando si è rotto il lavabo, sennò era ancora lì”

CARRAMBA CHE SORPRESA, sei stato tu? 🙂

Vedi a volte la vita come è buffa?

Perché non posso cambiare lavoro (post 2/3)

[secondo post della serie, tra poco capirete tutto]

Non è che non posso, è che è complicato. E metto subito in chiaro che lo scopo di questo post non è parlare male della mia azienda, che comunque mi dà da vivere, ma per forza di cose se uno vuole cambiare lavoro è perché c’è qualcosa che non va.
Nello specifico lavoro lì dal 1999, ho cambiato 3 mansioni – cose estremamente diverse tra loro – fino all’attuale “realizzazione siti e portali” che posso ben dire essere il massimo cui posso aspirare lì dentro (amministratore delegato escluso 🙂 ); 8 anni quindi, ma senza aver mai fatto formazione.

In sostanza lavoro in un posto in cui chiunque può fare qualunque cosa, giacché non sono il solo in questa situazione. L’autoformazione è una gran cosa, specie da quando esistono gli RSS che hanno accelerato parecchio il flusso informativo, ma se non fai della formazione vera sei sempre “fatto a metà”. Puoi essere un mediocre in tante cose, ma non eccellerai mai in nessuna. Soprattutto perché oltre che autoformarti devi anche lavorare, e consegnare sempre “per ieri”. Non sarò mai uno skillatissimo, e a trent’anni non essere né carne né pesce non è una gran cosa.

Il secondo problema è che l’azienda dove lavoro è molto conosciuta, radicata, potente. Praticamente è partner di tutti. La classica azienda che quando la nomini tutti sanno cosa è e cosa fa e cui nessuno pesta mai i piedi.
Una volta una persona mi ha detto “il tuo curriculum andava benissimo, ma sai, il mio capo non poteva pestare i piedi al tuo e così non ti hanno preso.” Per un collega il colloquio è finito appena ha scoperto che gli amministratori delegati giocano a golf insieme.

Infine, anche ammesso che qualcuno ci voglia provare lo stesso – ad assumermi – difficilmente potrà propormi un contratto a tempo indeterminato. “eh, ma non vuoi rischiare” mi dicono gli amici. No, è che penso che in famiglia almeno un contratto “sicuro” ci debba essere, per qualsiasi evenienza. Stesso discorso per quanto riguarda il “fuori Genova qualcosa troveresti”. Non sono solo, siamo in due 🙂

La cosa positiva è che attraverso il blog molte persone hanno provato ad aiutarmi, e di questo io sono felice e molto grato. Davvero 🙂

Nel prossimo post vi spiego finalmente il perché di queste elucubrazioni, del perché mi preoccupa non essere in grado di mettere via dei soldi in vista di un obiettivo…

Generazione consumo (post 1/3)

[serie di 3 post che sembrano sconclusionati, ma hanno un senso ben preciso]

Non penso di essere sfortunato, questo no. Anzi mi ritengo una persona sopra la media: ho avuto un posto fisso praticamente subito, uno stipendio allora sopra la media, genitori tutt’ora in salute, amici, fidanzate, eccetera…
Mi sono tolto qualche sfizio, non molti a dire il vero, ma sempre meglio che niente. Ma nonostante questo sento che c’è qualcosa che non quadra: non riesco a mettere da parte un tubo.
Quando ho comprato il box i miei genitori mi hanno regalato dei soldi, che avevano messo via per me, e ho potuto chiedere un mutuo sostenibile.
Quando sono venuto a vivere qui i miei genitori mi hanno aiutato in modo tangibile.
Quando mio padre ha deciso di dare via la sua macchina, l’ha regalata a me, risparmiandomi l’acquisto.
Non compro un telefonino nuovo, sebbene ce ne siamo molti che mi piacciono, da più di tre anni.
La macchina fotografica mi è stata regalata, così come un obiettivo. Uno me lo sono comprato, il flash l’ho preso usato d’occasione.
Il navigatore GPS mi è stato regalato.
Il notebook me lo sono comprato, ma ci lavoro.
Con internet a casa ci lavoro, altro che “spendi 50 euro al mese” come dicono i miei amici.

Ecco, nonostante questo sono nella situazione in cui pagare il dentista mi manda in crisi, il P1i lo posso guardare e toccare ma poi dire “grazie, ci penso un pochino su”, per comprare la televisione mi conviene aspettare dopo Natale, che i prezzi scendono. E non sto piangendo miseria, non troppo almeno, quel che voglio dire è che non mi va nemmeno di contare troppo sull’aiuto della mia famiglia. Perché un giorno, quando sarò io a dover aiutare i miei figli, non avrò messo via niente. Io praticamente sono quello che consumerà il patrimonio della mia famiglia semplicemente vivendo come una persona normale. Non andando a mangiare fuori tutte le sere, non facendo ogni estate il giro del mondo, non comprandosi una moto da trentamila euro; vivendo-come-una-persona-normale!

“Cambia lavoro!” mi sento dire. Nel prossimo post vi spiego per bene perché non posso farlo.

Amarcord digitali

Oggi a pranzo io e Caino abbiamo pescato dal pozzo dei ricordi digitali i primi passi su internet: sono venuti fuori nomi come Altavista (quando ancora l’indirizzo era altavista.digital.com) o le internet yellow pages cartacee. Quanta ingenuità pensare di catalogare il meglio di internet su un supporto cartaceo, a pensarci adesso… 🙂

Poco fa ho fatto un veloce login su ICQ e ho visto che ci sono ancora contatti online; non pensavo che qualcuno ancora lo aprisse, e comunque il solo vedere la lista dei contatti offline mi ha provocato un flusso di ricordi niente male. Mi è anche venuta in mente la prima volta che ho sentito parlare di Google!

A quei tempi ero un fedelissimo di metacrawler, un metamotore che ne interrogava una decina e forniva una sintesi dei risultati, secondo la logica “10 occhi sono meglio di 1” che tutto sommato al tempo poteva anche avere un senso. Su IRC qualcuno aveva programmato un bot per rispondere alle richieste tipo !google tambu site con il primo URL dei risultati. Mi pareva strano che ci si potesse affidare solo al primo risultato, ma mi venne detto che al 90% delle volte il risultato era quello sperato. Effettivamente… 😀

Da allora non ho più cambiato motore di ricerca. Voi vi ricordate la prima volta che avete incontrato Google?