30 seconds to Mars LIVE @ Alcatraz

chitarra di letoPensavo peggio! 🙂

Dovrei per forza iniziare scrivendo che “ah, io li conoscevo da PRIMA”, che “ah, era meglio quando non erano famosi” eccetera eccetera… A tutti gli effetti quando non li conosceva nessuno in Europa non ci venivano, mentre ora che sono relativamente famosi ho avuto occasione di vederli… insieme a una torma di ragazzine :-/

A parte questo, com’è stato il concerto? avevo avuto modo di ascoltare qualche esibizione live scaricata da internet, e sinceramente mi sembravano abbastanza terribili, invece devo dire che non è stato così penoso come immaginavo: il bassista e il chitarrista sono abbastanza anonimi da fare il loro lavoro senza disturbare troppo, però hanno la giusta presenza scenica. Shannon Leto (che di Jared è il fratello) alla batteria è mostruoso. Non tecnicamente, anche se ha il suo perché, ma scenicamente: non ho mai visto un batterista picchiare così forte sulle pelli mantenendo la precisione nei tocchi e la velocità. Assolutamente da vedere poi le sue facce e la varie scenette che fa coi piatti, indescrivibili via blog. Infine Jared, che è in assoluto il protagonista della band (tanto da proclamare “MY album” invece di “OUR” – come noto da Kalyth), ha fatto il suo show come ci si aspettava.

Ammiccante al punto giusto, bello e irraggiungibile a detta delle sua fans, leccaculo da paura col pubblico e l’Italia, ha energia da vendere e non si risparmia di certo. Vocalmente abbastanza fedele alle canzoni originali, alterna passaggi da brividi a momenti di tragedia assoluta in cui stecca. Quando non ce la fa (o non ne ha voglia) fa cantare il pubblico, ma questo ormai è un trucco che usano tutti.

Deludente la scaletta, per un fan della prima ora come me, con pochissimi pezzi del primo album: da notare l’assenza di “End of the Beginning”, “Capricorn” (le mie due canzoni preferite), ed “Echelon”, queste ultime due solo accennate durante l’interludio acustico – peraltro sbagliando il testo di una strofa di Capricorn.

Bella anche se molto scarna la scenografia, due paratie di carta di riso e quattro bandiere, più uno sfondo rosso col simbolo del secondo album. Merchandising ufficiale secondo me poco interessante, e comunque 30 euro per una maglietta e 50 per una felpa non li spendo. Merchandising taroccato altrettanto poco interessante, alla fine ho comprato solo un poster del concerto da un omino del Comune di Milano, 2 euro e me lo appendo in saletta dietro alla batteria 😀

Assolutamente da rimarcare, invece, la composizione della batteria di Shannon: doppia cassa, 5 tom, uno o due timpani, due rullanti, hi-hat, uno splash, un china, tre crash e un ride. Sono abbastanza convinto che avesse anche un paio di pad elettronici.
Un mito 🙂

la foto l’ho presa su flickr. E dell’utente Roxy_Xanita