questione di forma

“ma perché Cisco ha invitato all’aperitivo 100 blogger?”
“io non voglio essere identificato come blogger”

sono due frasi che ho sentito nell’ultima settimana, venute da due situazioni e persone completamente diverse.

Ma cari, è facile! basta sostituire “blogger” con “persone” e tutto torna nel mondo reale. Tra 3 anni non ci sarà più “il blogger che viene assunto da…” “il blogger che scrive un libro” e “il blogger che viene picchiato per strada”. Tra 3 anni tutti saranno blogger, quindi ci sarà “il blogger che ha appena comprato 4 banane dal fruttivendolo”, “il blogger che porta la macchina dal meccanico” e “il blogger che ha fatto un figlio”
Cosa c’è di strano nelle ultime tre frasi, scusate?

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17 Comments

  1. Che i blogger (se non si chiamano Beggi) non posso avere figli, altrimenti non riescono più a gestire il blog.
    Comunque non credo a quello che dici, sei troppo ottimista riguardo la penetrazione di internet in Italia e all’interesse delle persone al riguardo. Ricorda che il pensiero imperante è quello di usare interne per avere le cose aggratis e senza condividerle (non a caso se scarichi qualche serial americano vai da paura, mentre con torrent italiani non ti muovi).

  2. il caso del blog è diametralmente opposto. se scrivi, è sicuramente per condividere 🙂

    Le mie valutazioni possono essere errate, ma si basano su quel che c’è intorno. io vedo sempre più blogger, e la cosa non pare arrestarsi…

  3. caino

    il problema sta nell’equazione del discorso.
    tu fai un blogger=persona, quindi sostituisci.
    ma non è propriamente vero, ed è una cosa che ho letto anche tra le pagine di cronachesorprese, il blog non è esaustivo della vita e della persona.
    quindi l’equazione in questione è, piuttosto, questa:
    blog=blogger(persona)
    ovvero, un blog è il prodotto di una persona che si sente blogger.
    cosa significa?
    significa che come ogni funzione [in questo caso la funzione blogger alla quale si passa il parametro persona] c’è una trasformazione di base che non può essere dimenticata.
    il blogger non è la persona, bensì la deformazione di una persona: è una versione passata attraverso un imbuto e dai toni leggermenti virati.
    alcuni colori spariranno, altri saranno preponderanti, e tutto al di fuori del tuo controllo.
    e questo perchè i blog non possono contenerci “tutti”.
    e l’essere umano, per natura, non vuole essere contenuto da nulla.

  4. Ma certo che il blogging è condivisione e tante persone se ne aprono uno. Il trend è in crescita, anche questo è vero.
    A me capita di andare a pranzo in qualche locale, di guardare le persone che incrocio per strada e mi chiedo “avranno un blog?” e penso di no. Penso addirittura che a tanti di loro non freghi nulla nè di averlo nè di Internet, che tanto c’è la tv.
    Quello che hai scritto è uno scenario in cui io mi farei la domanda opposta “chi è che non ha un blog?” fra quelli che incrocio e a me non sembra che sia un trend a corto termine. Insomma, se stai parlando di un ipotetico 2020 forse ti darei ragione, ma quel “tra 3 anni” mi sembra ottimista e inverosimile.
    Mi auguro che tu abbia ragione, però!

  5. Zawa-Nera

    @caino: blogger(persona), sono d’accordo
    volendo essere pignoli, quante persone conosci che non siano funzione di se stessi??
    Tra Tambu conosciuto di persona e Tambu conosciuto tramite blog c’è sempre e comunque un filtro, una “maschera”.

    Dipende sempre e comunque da quanto un singolo individuo sia trasparente, sia come blogger che come persona.

  6. iMod

    Io sono d’accordo con Tambu.

    A mio avviso: il “blogging” non è una moda, ma un (nuovo) diverso modo di condividere conoscenze ed esperienze.
    Per quanto riguarda i filtri (maschere) applicati ai blog: è vero, è una realtà! Ma: quanto poco interessante è una persona che “finge” nella vita? e (qui l’equazione!) quanto poco interessante è il blog di una persona che finge?

    Internet non è più la vetrina di qualche tempo fa’…

    Il WEB 2.0 è condivisione, ed è il futuro già presente!

    (secondo me!)

  7. Barbara

    Non ho mica capito cosa ci sia di male nell’essere definito blogger? Boh manco fosse un’insulto!

  8. iMod

    E’ riduttivo: blogger è riduttivo!

  9. Pingback: Longinus.Blog() » Tu sei “un blogger”! Ti sei offeso ?

  10. Bella questa discussione! Ma ieri pensavo, non c’è un blogger/persona triste nero, pieno di debiti, che non gliene va una giusta e sta divorziando e non sa se gli lasciano i figli ecc ecc Insomma storie di vita normale. O li leggo solo io tutti quelli sempre felici, entusiasti e ottimisti?

  11. caino

    @zawa: potresti aver ragione, ma nel blog, nelle chat, nei forum, scegli consapevolmente cosa mostrare e cosa “essere”, per arrivare addirittura dire di essere qualcun altro, nella vita non sei “tu che ti mostri” ma sono “gli altri che ti vedono”.
    nel web, nel “cyberspazio”, c’è consapevolezza nel manipolare la propria immagine ed anche nei casi di inconsapevolezza non c’è modo per essere “completamente se stessi”.

  12. Zawa-Nera

    @caino: il discorso pirandelliano sull’uno nessuno e centomila ci sta tutto.
    Ma comunque chi vuole, se vuole, può “mostrarsi” anche nella vita reale.
    C’è gente più vera nel cyberspazio che dal vivo.

  13. ottimo ragionamento … è solo una maschera!!! ma siamo tutti uomini 😉

  14. Non sono molto d’accordo con l’equazione “blogger=persona”. Cisco non voleva incontrare “100 persone”. Altrimenti sarebbe andata in un supermarket, o nella piazza di San Michele Salentino (BR) e avrebbe trovato 100 persone. A caso. Cisco voleva incontrare 100 blogger. Che sono 100 persone con un feeling particolare per la tecnologia e per la produzione di contenuti Web. Non solo. Cisco voleva incontrare i 100 blogger piu’ influenti. Ovvero quelle 100 persone tra i blogger che avevano il potere di far proliferare post “a cascata” nella blogosfera.

    Le persone, la maggior parte delle persone in Italia, i blog non sa neanche cosa siano. Una percentuale minore sa cosa sono, tra questi una fettina ne legge qualcuno. Una percentuale ancora minore ha il suo blog.

    Tra qualche anno la produzione di contenuti propri sul Web potrebbe essere piu’ diffusa, certo. Ma fortunatamente (e ripeto: fortunatamente) ci sara’ sempre qualcuno che preferira’ fruire dei contenuti, piuttosto che produrli. E, tra qualche anno, probabilmente i blog per come li concepiamo noi saranno uno strumento superato. Come oggi lo e’ Usenet, ad esempio.

    My 2 cents.

  15. Non c’è proprio nulla di differenza Tambu, ed è proprio questo che mi preoccupa! 😛

  16. Attenderò di vedere un titolo: Blogger impazzisce e uccide 25 dei suoi visitatori, cancellando i loro avatar. Assediato da un ping flooding fa esplodere il suo blog cancellando la directory principale … gli inquirenti investigano cercando tracce nel log, salvatosi perchè era stato fatto un backup

  17. nessuno77

    w le etichette:)o i post it:)

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