Mystic Beggi Network e l’ape Cisco

Poco prima di depositare Marco Formento davanti a casa sua, ieri sera, si parlava di come i grandi perdano il vizio della risata sincera, sguaiata, che deriva dalla condivisione di una cavolata. Perché questo è successo ieri: 4 persone abbastanza diverse, accomunate dall’avere un blog e dalla passione per la tecnologia e la sperimentazione che viaggiano in autostrada con 3 portatili collegati tra loro in wi-fi e al mondo tramite un modem UMTS; una webcam e uno streaming video in diretta. Questa è la storia, semplice, banale. Quel che c’è dietro invece è un sottofondo di continue battute e sketch, di buonumore, di capirsi al volo e menaggio 2.0.
La sensazione giusta è quella da “gita delle medie”, che al contrario della famigerata festa era sempre un momento di affermazione personale e di gruppo, un gioioso sfuggire alle regole proiettati verso il divertimento, una continua ricerca di cose da far restare nella storia per poterle raccontare da grandi, nei sempre più rari momenti in cui si ricordano quei tempi.
Ieri sera abbiamo fatto gruppo, secondo me, molto più che in altre occasioni. E non faccio il pippone sui blog, la rete e le amicizie virtuali e le occasioni di incontro, perché non è il caso. Oramai se ne sono accorti anche i sassi, che internet è molto più reale di quanto si pensi, basta solo aver la voglia di mettere il piede fuori di casa.Ma c’è qualcos’altro: Kurai ieri diceva “questi sono 10 anni avanti” e mi sembrava un’esagerazione. Beggi al ritorno rifletteva su Ustream.tv, sulla copertura in diretta di qualsiasi evento, io dicevo che appena si trova il modo per fare stream facilmente dal telefonino ci sarà l’ennesimo scossone nel mondo dei media. Ma soffermandoci un secondo solo sul Mystic Beggi Network, mi sono ricordato di una cosa: l’ha creata lui per gioco, per ridere un po’, per sfida. E già questo basterebbe per essere avanti al 90% delle persone che conosco, sia come competenza sia soprattutto come voglia di fare. Ma a causa di ciò Andrea si è posto un problema (posso far navigare una rete in autostrada?) ha pensato a una soluzione (collego il mio PC e faccio un NAT), agli strumenti per farlo (serve una connessione veloce, magari UMTS, possibilmente facile da installare – grazie a Samuele) e a come farlo (mi manca qualche dettaglio, ma non dovrebbe essere troppo complicato). Abbiamo riso, ok, ma ce l’ha fatta. Quando lavorando si troverà ad affrontare un problema simile (che ne so: “posso far lavorare questi 3 pc dei manager che devono a tutti i costi leggere la posta mentre le rete aziendale è giu?”, piuttosto che “Andrea, devo assolutamente ricevere la presentazione del talk che sto per fare alla convention aziendale ma sono in autostrada, come faccio?”) lui lo avrà già risolto, o almeno sarà molto più vicino alla soluzione rispetto a chi parte da zero.
beh, in realtà bisognerebbe parlare anche del fatto che appena concluso il primo esperimento Beggi ha detto “basta, chiudo il Mac.” il tempo di contare fino a 5 e l’aveva già riaperto pensando all’MBN 2.0, ovvero navigare con una sola connessione da due macchine diverse

L’aperitivo di Cisco è stata l’ennesima occasione per rivedere un po’ di persone, ma anche per conoscerne di nuove. Le remore in questo caso sono sempre sul numero di feed da inserire nell’aggregatore, che sta scoppiando. Oggi faccio un po’ di pulizia e cerco di inserire qualche nuova conoscenza di ieri. Stefano Venturi mi è sembrato una persona in gamba e molto alla mano; gli perdono il fatto che ha esordito con un video vecchissimo, che noi fancazzisti della rete abbiamo visto più di un mese fa, perché gli è servito per introdurre un paio di discorsi su Cisco e lo human networking, cose che mi dicono erano in parte uscite al Cisco Expo 2007 ma che era giusto riprendere per capire che stimoli di discussione avrebbe portato in una occasione con più “menti”. Il posto (3Jolie) carino, il clima umido, il cibo buono.
La notizia della serata, che l’amico Lele viene assunto da Cisco Italia, è andata in rete 5 secondi netti dopo l’annuncio, grazie a twitter, GPRS, wifi e chissà che altro, roba che nemmeno l’ANSA…

Il mondo ci sta cambiando sotto i piedi, talmente velocemente che forse noi stessi fatichiamo ad accorgercene. Era anche il senso del video di Stefano

Cambia perché NOI vogliamo che cambi, ma anche perché aziende come Cisco e chi le guida iniziano a “vedere la luce”. Il solo fatto che un CEO assuma un blogger, fosse anche solo per farsi dire ogni giorno cosa si dice in rete dell’azienda (scusa Lele, non ti sto paragonando a un banale aggregatore di feed 😛 ) mi sembra una cosa talmente indietro per noi che in rete ci viviamo e talmente avanti per chi vive in una grossa azienda di dinosauri tecnologici come me che ha dell’incredibile.

Facciamo che smetto di fare elucubrazioni e continuo a vivere in rete, perché mi piace, mi aiuta, mi stimola. E certo, perché mi fa vivere giornate di risate come quelle di ieri, dove friggersi il cervello con una wifi in macchina diventa persino divertente 🙂