SE(o) piangi, SE(o) ridi

C’è una cosa che ho constatato e che ho dimenticato di dire nel post del Search Engine Strategies. Prima di martedì conoscevo di persona solo Matteo e Francesco di TSW e Marco Loguercio di SEMS. Persone che ho sempre visto sorridere, ma in fondo non le ho viste per tanto tempo, giusto qualche ora. Al SES, come detto, ne ho conosciute altre, sia dell’una che dell’altra agenzia e bene o male le ho viste per due giorni di fila. Anche Simone Carletti di AdMaiora. SORRIDONO TUTTI! SEMPRE!!! 🙂

Perché? 😛

Far esplodere bombe atomiche

Hai superato lo scoglio di procurarti il materiale fissile e il detonatore, il contenitore ermetico, sei riuscito a sopravvivere alle radiazioni. Insomma, anche seguendo i miei consigli su come costruire qualsiasi arma, sei finalmente riuscito a fabbricare una o più bombe atomiche.

Bene, ora viene il difficile. No, non sto parlando del trasporto di un ordigno nucleare, operazione che normalmente è vietata per legge e semmai è sottoposta a controlli serrati e disciplina militare, parlo della detonazione, che è sempre un momento delicato nello scoppio di qualsiasi ordigno, ma che con le armi nucleari assurge a istante topico di tutta la faccenda. L’onda d’urto prodotta, infatti, è di gran lunga superiore a quella di qualsiasi scoppio convenzionale, ed anzi è la causa principale della devastazione seguente (solo in secondo luogo vi è l’alta temperatura sviluppata dalla fusione, e solamente in ultimo la dose letale di radiazioni emesse), quindi non puoi permetterti di restare nelle vicinanze.
Questo, tra l’altro, è anche il motivo per cui la maggior parte delle testate atomiche viaggiano su missili, nemmeno più su aerei.

Far esplodere una bomba atomica a distanza può essere la soluzione ideale, ed ecco che quindi arriviamo al punto per cui ho scritto questo articolo: non devi assolutamente restare a guardare – affascinato – il fungo che sale e sale nel cielo, devi metterti al riparo dall’onda d’urto. E’ anche inutile che provi a filmare il tutto, l’Impulso elettromagnetico (EMP) friggerebbe la tua videocamera. Piuttosto leggi questo articolo di Antonio Troise, impara prima il perché è il percome c’è una nube a forma di fungo e cerca – almeno tu – di salvare la pellaccia 🙂

PR di me stesso al SES07

Mi sono finalmente deciso ad allinearmi al resto della ciurma nella pronuncia di ENGINE: fino a ieri ho sempre detto “engiàin”, invece è semplicemente “èngin”. Lo sapevo, ma mi pareva più fico come dicevo io 😀
Poi ho scoperto che si dice “jàhu” e qua secondo me siete impreparati anche voi che come me fino a ieri pensavate “jahù”. Ma anche qua non possiamo che arrenderci all’evidenza, se la fonte è uno dei vicepresidenti di Yahoo Europa.

Il Search Engine Strategies 2007 mi ha visto presenziare in triplice veste: Tambu (il blogger), Marco (il giornalista con pass PRESS) e Marco (il programmatore della grossa azienda). Questa sorta di schizofrenia è dovuta al fatto che ho sempre tentato di separare le tre cose, ma ormai ho l’impressione che non sia più possibile. Non è semplice passare da una vita all’altra in pochi secondi 😀

Detto papale papale, l’evento non vale i soldi che costa. O meglio li può valere solo in una certa ottica, cioè l’ottica di business. Vado al SES, incontro le aziende, incontro fornitori, ascolto soluzioni e qualche spottone aziendale e magari prendo e lascio dei biglietti da visita. Il problema è: ci vado io manager o ci mando un SEO?
Di cose nuove sotto il profilo SEO/SEM non è che se ne siano dette molte, non per una persona mediamente informata come me. Certo, qualche spunto interessante c’è stato, ci mancherebbe, e cose su cui riflettere ce ne sono sempre; nel complesso direi positivo al 70%. Per correttezza però dirò che il mio giudizio è drogato dal fatto che avevo un pass gratuito e che per conformazione aziendale buona parte delle cose che vengono dette/fatte in ambito SEM non le possiamo applicare, quindi le ascolto per interesse personale ma in modo abbastanza superficiale.

Diverso invece il discorso sociale: ho conosciuto e rivisto un sacco di persone.
– praticamente mezza TSW: Enrico, Miriam (è davvero rossissima!! – ah, mi devi un bicchier d’acqua, che son genovese si sa 😛 ), Lucia, Piersante
– mezza SEMS: Marco, Enrico (il mio matematico preferito), Gaia e un paio di persone di cui non so se si può svelare l’identità 😀
– un fornitore aziendale
– Johnnie Maneiro
FradeFra, acuto e intelligente quanto scomodo con le sue domande 🙂
– la simpaticissima Susan Geraeds, SEO Manager di Venere.com
Luca Meyer
GiorgioTave e Alex, Franseo e il suo collega (a proposito, partecipate al concorso “posta e vinci“, si vincono degli Ipod!!)
Pandemia, Gioxx, Delymith, Jtheo, Susan.

Domani al SES07

Se penso alla vita di Luca mi vien male: da un lato lo invidio perché fa un sacco di cose e viaggia moltissimo, dall’altro appena ho due impegni ravvicinati vado in crisi 😀

Comunque, come dicevo qualche post fa, dopo l’aperitivo Cisco e il corso SEO Extreme, domani torno a Milano per la terza volta in pochi giorni: questa volta al Search Engine Strategies 2007. Mi farà piacere stringere le mani a molte persone dell’ambiente che conosco solo per nome o messenger, e spero ci sarà spazio per qualche idea interessante da portare a casa in saccoccia.

Nel mezzo, ieri, il matrimonio di due amici, che tra poche ore partono alla volta degli States. Buon viaggio a loro e buon viaggio a me. Noi ci leggiamo giovedì, presumo che la wi-fi al convegno si paghi 🙂

Seo Extreme

MadriIeri sono stato al corso SEO Extreme di Enrico Madrigano, a spese dell’azienda. Secondo me è stato molto interessante anche se poi non potremo applicare tutto quel che abbiamo imparato, ma dite che devo preoccuparmi se anche lì, come a qualsiasi BarCamp, sono stato molto contento e impegnato a stringere mani? 🙂

questione di forma

“ma perché Cisco ha invitato all’aperitivo 100 blogger?”
“io non voglio essere identificato come blogger”

sono due frasi che ho sentito nell’ultima settimana, venute da due situazioni e persone completamente diverse.

Ma cari, è facile! basta sostituire “blogger” con “persone” e tutto torna nel mondo reale. Tra 3 anni non ci sarà più “il blogger che viene assunto da…” “il blogger che scrive un libro” e “il blogger che viene picchiato per strada”. Tra 3 anni tutti saranno blogger, quindi ci sarà “il blogger che ha appena comprato 4 banane dal fruttivendolo”, “il blogger che porta la macchina dal meccanico” e “il blogger che ha fatto un figlio”
Cosa c’è di strano nelle ultime tre frasi, scusate?

Mystic Beggi Network e l’ape Cisco

Poco prima di depositare Marco Formento davanti a casa sua, ieri sera, si parlava di come i grandi perdano il vizio della risata sincera, sguaiata, che deriva dalla condivisione di una cavolata. Perché questo è successo ieri: 4 persone abbastanza diverse, accomunate dall’avere un blog e dalla passione per la tecnologia e la sperimentazione che viaggiano in autostrada con 3 portatili collegati tra loro in wi-fi e al mondo tramite un modem UMTS; una webcam e uno streaming video in diretta. Questa è la storia, semplice, banale. Quel che c’è dietro invece è un sottofondo di continue battute e sketch, di buonumore, di capirsi al volo e menaggio 2.0.
La sensazione giusta è quella da “gita delle medie”, che al contrario della famigerata festa era sempre un momento di affermazione personale e di gruppo, un gioioso sfuggire alle regole proiettati verso il divertimento, una continua ricerca di cose da far restare nella storia per poterle raccontare da grandi, nei sempre più rari momenti in cui si ricordano quei tempi.
Ieri sera abbiamo fatto gruppo, secondo me, molto più che in altre occasioni. E non faccio il pippone sui blog, la rete e le amicizie virtuali e le occasioni di incontro, perché non è il caso. Oramai se ne sono accorti anche i sassi, che internet è molto più reale di quanto si pensi, basta solo aver la voglia di mettere il piede fuori di casa.Ma c’è qualcos’altro: Kurai ieri diceva “questi sono 10 anni avanti” e mi sembrava un’esagerazione. Beggi al ritorno rifletteva su Ustream.tv, sulla copertura in diretta di qualsiasi evento, io dicevo che appena si trova il modo per fare stream facilmente dal telefonino ci sarà l’ennesimo scossone nel mondo dei media. Ma soffermandoci un secondo solo sul Mystic Beggi Network, mi sono ricordato di una cosa: l’ha creata lui per gioco, per ridere un po’, per sfida. E già questo basterebbe per essere avanti al 90% delle persone che conosco, sia come competenza sia soprattutto come voglia di fare. Ma a causa di ciò Andrea si è posto un problema (posso far navigare una rete in autostrada?) ha pensato a una soluzione (collego il mio PC e faccio un NAT), agli strumenti per farlo (serve una connessione veloce, magari UMTS, possibilmente facile da installare – grazie a Samuele) e a come farlo (mi manca qualche dettaglio, ma non dovrebbe essere troppo complicato). Abbiamo riso, ok, ma ce l’ha fatta. Quando lavorando si troverà ad affrontare un problema simile (che ne so: “posso far lavorare questi 3 pc dei manager che devono a tutti i costi leggere la posta mentre le rete aziendale è giu?”, piuttosto che “Andrea, devo assolutamente ricevere la presentazione del talk che sto per fare alla convention aziendale ma sono in autostrada, come faccio?”) lui lo avrà già risolto, o almeno sarà molto più vicino alla soluzione rispetto a chi parte da zero.
beh, in realtà bisognerebbe parlare anche del fatto che appena concluso il primo esperimento Beggi ha detto “basta, chiudo il Mac.” il tempo di contare fino a 5 e l’aveva già riaperto pensando all’MBN 2.0, ovvero navigare con una sola connessione da due macchine diverse

L’aperitivo di Cisco è stata l’ennesima occasione per rivedere un po’ di persone, ma anche per conoscerne di nuove. Le remore in questo caso sono sempre sul numero di feed da inserire nell’aggregatore, che sta scoppiando. Oggi faccio un po’ di pulizia e cerco di inserire qualche nuova conoscenza di ieri. Stefano Venturi mi è sembrato una persona in gamba e molto alla mano; gli perdono il fatto che ha esordito con un video vecchissimo, che noi fancazzisti della rete abbiamo visto più di un mese fa, perché gli è servito per introdurre un paio di discorsi su Cisco e lo human networking, cose che mi dicono erano in parte uscite al Cisco Expo 2007 ma che era giusto riprendere per capire che stimoli di discussione avrebbe portato in una occasione con più “menti”. Il posto (3Jolie) carino, il clima umido, il cibo buono.
La notizia della serata, che l’amico Lele viene assunto da Cisco Italia, è andata in rete 5 secondi netti dopo l’annuncio, grazie a twitter, GPRS, wifi e chissà che altro, roba che nemmeno l’ANSA…

Il mondo ci sta cambiando sotto i piedi, talmente velocemente che forse noi stessi fatichiamo ad accorgercene. Era anche il senso del video di Stefano

Cambia perché NOI vogliamo che cambi, ma anche perché aziende come Cisco e chi le guida iniziano a “vedere la luce”. Il solo fatto che un CEO assuma un blogger, fosse anche solo per farsi dire ogni giorno cosa si dice in rete dell’azienda (scusa Lele, non ti sto paragonando a un banale aggregatore di feed 😛 ) mi sembra una cosa talmente indietro per noi che in rete ci viviamo e talmente avanti per chi vive in una grossa azienda di dinosauri tecnologici come me che ha dell’incredibile.

Facciamo che smetto di fare elucubrazioni e continuo a vivere in rete, perché mi piace, mi aiuta, mi stimola. E certo, perché mi fa vivere giornate di risate come quelle di ieri, dove friggersi il cervello con una wifi in macchina diventa persino divertente 🙂

perché non passo a linux?

Elena, prendendo la palla al balzo da un articolo di DesktopLinux, elucubra sul perché la gente non passa a Linux nonostante la sua evidente superiorità

Te lo dico io, perché non passo a Linux. perché TUTTE le volte che ci provo il merdone non funziona! (da quando ho memoria: Slackware, RedHat, Debian, Ubuntu liveCD sul portatile) E me ne frego se nonostante tutto mi si dice che sono io che non sono capace, evidentemente il sistema ha qualcosa che uno mediamente informato come me non riesce a far funzionare, e questo è un grosso limite. Altro che diffusione massiva…
L’ultima? l’ultima si chiama WUBI e l’ho installata esaltato giovedì sera. PECCATO che a causa di spazio su C insufficiente si sia installato da solo su D. Va bene, ok, hai fatto di testa tua? e allora arrangiati! No, la meraviglia nata per facilitare il passaggio a Linux si aspetta di trovarlo su C. Perdo mezz’ora sul forum di supporto, tento due soluzioni, tre riavvi, ma non parte.
WUBI disinstallato, a Linux ci passo quando funziona FACILMENTE una volta per tutte.

la barca

La prima cosa strana è che per un genovese fosse praticamente la prima volta, a quasi 31 anni. La seconda è la puzza di fogna che c’è al porticciolo del porto antico.
Un giorno intero in barca, dopo 3 anni che non prendi il sole potenzialmente sono distruttivi, e infatti non è che ora sia al massimo della forma, ma ne è valsa la pena; perché quando spegni il motore e issano le vele il silenzio è pressoché totale, e senti solo lo sciabordìo delle onde e il vento (e le frecce tricolori che rombano a 20km di distanza), perché puoi fare la lucertola tutto il giorno e dormire al caldo dei raggi di un maggio che sa di agosto pieno, perché tre tuffi ci stanno tutti anche se l’acqua è un pelo fredda, perché ti fanno timonare un’oretta come fossi un bambino curioso 😀

Il vero problema è che ora vorrei dormire, invece sono al PC a convertire 2 Gb di foto per Alberto, e tutto si continua a muovere come se fossi sulla barca, e il mio corpo si muove per anticipare e bilanciare il movimento.
Tra un po’ caccio…