Perché leggo i blog

Chiamato in causa da Davide, metto i miei due cent al meme malgrado fossi stra-convinto di aver già fatto un post come questo, sulla scia di questo vecchio di Andrea Beggi

Leggo i blog perché sono scritti in modo diverso dai giornali o dai siti di informazione, non devono per forza essere politically correct, sono sanguigni ed espressivi anche se a volte esagerano.
Perché mi fa piacere conoscere, oltre alla notizia (se una notizia c’è, ovvio), anche il parere dell’autore del blog, che alcune volte è anche più esperto di qualsiasi divulgatore possa trovare su un giornale o un sito monotematico.
Leggere i blog mi permette di riflettere meglio sulle cose: mentre a volte per pigrizia o semplice mancanza di tempo prendo atto di una cosa così com’è, se la apprendo da un blog e c’è una riflessione faccio una riflessione a mia volta, alcune volte coincidente o complementare a quella del blogger, alcune volte diametralmente opposta. Non mi vanto certo della pigrizia mentale, ma nel nostro mondo frenetico c’è, esiste, almeno per me è un dato di fatto. Il blog mi aiuta a combatterla.

Se invece una notizia non c’è, allora leggo il blog perché mi fa piacere essere in contatto con l’autore, perché probabilmente senza questo mezzo non potrei essere in contatto con lui.

Last but not least, leggere un blog è il primo modo per eventualmente conoscere di persona l’autore. Di tutte le reti sociali informatiche che ho frequentato da quando navigo (e sono tante: forum, mailing list, irc, newsgroup), i blog e la blogosfera sono quelle che mi hanno permesso di conoscere DAL VERO le persone più interessanti.