…e la terza neanche te la meriti

immagine tratta dal sito marok.orgcome un Fli-fli-flipper della NUOVA generazione(*) le mie ideee rimbalzano qua e là, cambiano, prendono direzioni imprevedibili. Rimpalli, bonus, multiball, non ci capisco più niente.

Il notebook doveva essere di un certo tipo, come vi dicevo; mi sono convinto, ho scelto, confortato da idee sensate e ragionate. Poi ci ripenso, torno indietro. Ragiono e leggo in giro, alla fine mi rompo e decido per il top della gamma, e fanculo ai soldi una volta tanto. Oggi, il giorno prima di quando avevo deciso di fare il passo, lo trovo a 233 euro di meno.

E l’ho preso, non potevo farmelo sfuggire.
I vostri consigli mi sono stati utilissimi – la maggior parte, almeno 🙂 – e vi ringrazio molto. Appena arriva faccio due foto e vi scrivo qualcosa su Vista 😉

il titolo e la prima frase, se non l’avessi capito, sono citazioni della geniale “Alfonso 2000” di Claudio Bisio, contenuta in Patè d’animo, il suo cd del 1991

la memoria

L’interessante questione posta da Marco sui dati online mi vede penzolare tra due idee diverse:

E’ vero che tutto si sta trasferendo online, e secondo me è un bene. E’ un bene perché i dati sono più accessibili, non dimentico mai l’agenda a casa, posso accedere al pc di casa, ho con me tutti i numeri di telefono che mi servono. E’ un bene perché la pervasività della rete porta insieme alla sua espansione i nostri dati, che diventano onnipresenti.

E’ un male perché alcune volte i nostri dati spariscono alla stessa velocità con cui li abbiamo trasmessi. Per questo cerco sempre di affidarli a realtà di un certo tipo, solide, grosse, rinomate; al limite promettenti, anche se questa non è certo una garanzia. E come Andrea anche io cerco di affidarmi a servizi che mi permettano il backup, esplicito o meno (o tramite tool di terze parti).

Questo è un altro dei tanti motivi che mi spinge ad utilizzare i servizi di Google. Difficilmente (anche se a volte è successo) i tuoi dati spariscono. E se il prezzo da pagare è consegnare tutta la mia vita digitale, mi pare un buon compromesso. La mia privacy non sarà certo a rischio se Google sa che alle ore tot del giorno tot mangio coi miei genitori, o se faccio i complimenti via mail a un blogger per un bell’articolo…

La cosa preoccupante è l’assuefazione che questo provoca, semmai. Sono famoso per essere uno preciso (precisino del cazzo™ 🙂 ), che difficilmente dimentica qualcosa. Mercoledì scorso ho dimenticato le scarpe in palestra. Venerdì parcheggio il motorino, metto dentro il casco e mentre salgo lo racconto al mio compare. “eeeh ti capisco, io le chiavi della macchina le avrò perse cento volte”. Mi blocco e realizzo che ho appena lasciato le chiavi del motorino attaccate alla sella.

Non so se questo c’entra con l’età o con il fatto che invece quando sono online ho tutto sotto controllo, ma vale la pena di rifletterci.