novelli google crescono :)

Voglio qui esprimere pubblicamente, e magari ampliare, un concetto espresso durante il talk di ludo e soci sulla nuova top100;

Ho detto che se prima il lavoro mi sembrava serio e ammirevole, con le novità introdotte lo elevo al rango di VENERABILE.
Ci troviamo di fronte, a mio avviso, a un progetto articolato e non semplice, certamente perfettibile, ma a crescita rapida. Io ho a che fare in qualche modo con i motori di ricerca, e vedo nel lavoro dietro alla top100 molti dei concetti usati da chi i motori di ricerca li studia per benino:

Il peso dato ai vari fattori che compongono il ranking, e che produce un numero come 3.95620 (cioè quello che oggi è associato al numero #1 della classifica, macchianera) è o non è nel suo piccolo un algoritmo di [[page_rank]]?

il crawler della top100, in grado di estrapolare i link dai post e di immagazzinare il contenuto dei post è o no un Googlebot in erba?

il fatto di spingere a usare feedburner e abilitare l’autodiscovery, piuttosto che mostrare il feed completo, fa parte o no di una serie di linee guida al pari di quelle di Google che i webmaster seguono scrupolosamente?

E se è vero che l’efficacia, quindi il successo, di un motore di ricerca si misura in base alla pertinenza dei risultati con l’aspettativa di chi esegue la ricerca (per tacere del supporto ai caratteri speciali come stringhe tra virgolette, più, meno, eccetera), il fatto che praticamente tutti dicono che tira fuori solo risultati buoni e che molti iniziano a linkare i risultati della ricerca della top100 invece di quella di technorati è o no una conferma di quel che dico? 🙂

Peraltro non ho avuto il coraggio di dirlo in sala perché temevo il linciaggio ma ho l’impressione che quella nuvola, quella grossa al centro della galassia-blogosfera, sia la prova visiva che effettivamente c’è una forte autoreferenzialità nei blogger 🙂
Questo però non significa che la nuvola non crescerà. Sta solo e soltanto a noi inglobare anche le periferie…

ADDED: Gli editor, che controllano i blog prima di includerli per non far entrare spamblog o ammassi di template, non sono dei Quality rater?

corsi e ricorsi

Svariati anni fa partecipai ad un raduno di IRC, a Torino. Mi ricordo benissimo che l’appuntamento per la cena fu in Piazza Gran Madre di Dio e poi che ci muovemmo alla pizzeria dei Fratelli la Cozza, stesso giro, stessa corsa, stesso regalo di sabato sera.

Ora, o i torinesi hanno poca fantasia, o questo Web 2.0 non ha cambiato proprio nulla 😛

BarCamp: interstizi

Già che ci sono, volevo approfondire un commento lasciato da Antonio (così contamino il mio approcio tipicamente anarco-liberalista con un pizzico di trackbacchismo 🙂 ):

E’ interessante come lo scambio di idee, il confronto e la crescita di un evento come il BarCamp sia sì negli interventi e nelle discussioni successive, ma anche (e alcuni dicono soprattutto) negli interstizi, nelle pause e nei corridoi. E allora mi dico: se è vero, come pare sia vero, che la formula BarCamp sia nata in un bar durante una mega convention, perchè gli avventori del caffè si sono accorti che parlavano di cose più interessanti della convetion stessa e c’era più crescita, è possibile che il fenomeno si replichi anche in un BarCamp?

Sembrerebbe quasi che le idee amino strisciare rasoterra nella penombra, e rifuggano consapevolmente gli ambienti aperti e affollati, anche se hanno carattere di un-conference. Se al posto del BarCamp si facesse un raduno di blogger? intendo un raduno senza nome, senza capo nè coda, senza interventi, senza programma. C’è un posto con tanti tavolini e sedie, sedie a non finire, e ognuno se le sposta come vuole. Si formano capannelli spontanei e ci si muove liberamente da un tavolo all’altro, o da un gruppetto ad un altro.

E naturalmente si parla un casino! 🙂