il codice segreto del caffè

caffèA Genova c’è un posto (la bottega del caffè) che fa uno dei caffè più buoni della città, e il caffè shekerato indubbiamente più buono del mondo.

La particolarità di questo posto, però, è il linguaggio che i commessi usano per le ordinazioni; decisamente particolare, e intricato, e molto affascinante. Io e un collega, noti frequentatori del luogo, l’abbiamo in massima parte decifrato:

(una premessa: il bancone è curvo, e solitamente ci stanno in 4: due per parte al banco e due alle due macchinette rialzate, una per parte, a sfornare caffè a raffica. Il locale, nelle ore di punta, è *DANNATAMENTE* pieno. da qui l’esigenza di un codice per evitare malintesi)
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FON rinnova le mappe

Join the FON movement!FON ha lanciato oggi le nuove mappe per l’individuazione degli Access-point. Notevolmente migliorate, funzionali, finalmente automatizzate. Prima era necessario registrarsi a un servizio esterno e poi posizionare il punto sulla mappa. Adesso basta fornire l’indirizzo (peraltro obbligatorio quando vi registrate a FON, sennò dove vi spediscono il router? 😛 ) e magicamente un puntino giallo apparirà sulla mappa. Quando poi attiverete il router, cioè lo registrerete come funzionante sul sitema, verrà contornato di verde.

Adesso sapere dove andare con un portatile per navigare, in giro per il mondo, è DAVVERO più facile 🙂

(unica nota: m’ha crashato firefox al primo utilizzo. peccato di gioventù, speriamo…)

[via: Fon Blog]

Google Calendar non va bene per ricordare i compleanni

Google Calendar, una delle applicaizoni più attese della grande G è ancora in fase di acuto beta-testing. Io mi sono iscritto subito, perchè un calendario online mi ci vuole, e se si integra col resto del mondo G che uso con soddisfazione è ancora meglio. Perciò la prima cosa che ho fatto è stata di importare tutti i compleanni di parenti e amici: per farlo ho settato degli eventi di durata ALL DAY con riccorrenzza REPEAT ANNUALLY ON…, inoltre ho settato di avvisarmi il giorno stesso.

NON L’AVESSI MAI FATTO! da quel giorno, ogni volta che mi deve mandare un reminder di quelli, me li manda TUTTI! con la data sbagliata (o meglio, dei 56 che mi arrivano solo uno, ovviamente, è quello corretto). I primi tempi pensavo a un bug generalizzato, poi ho postato sul gruppo di supporto senza ottenere risposta, infine ho scritto al supporto, che dopo qualche approfondimento latita.

Alla fine la soluzione è: modificare tutti i compleanni impostando un orario definito; il bug sembra infatti occorrere solo in presenza di notifiche su eventi ricorrenti di durata “tutto il giorno”. Per farlo è sufficiente cambiarne uno e alla domanda che il sistema pone rispondere “modifica tutta la serie di eventi”. Poi mi sono accorto che anche l’Agenda era tutta sbagliata. Gli eventi che abbracciavano tutto il giorno erano ancora presenti. Quelli si possono segare senza pietà, perchè quelli corretti resteranno comunque al loro posto.

Ancora foglie d’ulivo…

Come promesso, il pacco riparatore della Compagnia del cavatappi è arrivato. E com’era prevedibile il chilo di pasta è già stato frantumato e digerito, complici due amici a pranzo domenica. Stessa ricetta di prima, da segnalare che forse l’aggiunta di mozzarella non è stato molto indovinato.
Ma tanto ho idea che le ricompriamo 🙂

Quindi, dopo San Lorenzo e la Compagnia del cavatappi, mi tocca puntare la prua di questa nave verso Inari. Sono contento che dal sud provengano molte realtà dell’e-commerce mangereccio, perchè come già detto secondo me danno dei punti a tutti, quando si parla di cibarie 🙂

il mio 11 settembre

11 settembre 2001Vedo che in molti in rete, piuttosto che ricordare semplicemente la ricorrenza, raccontano dove erano e cosa facevano quel Lunedì di settembre. Mi sembra una cosa intelligente, perchè spesso contano più le sensazioni e le storie che gli eventi in loro stessi, per quanto tragici possano essere.

Io a quei tempi lavoravo nel Centro Elaborazione Dati Zonale di Genova della Lottomatica, mi toccava il turno pomeridiano, dalle 12:24 alle 20:00. In ufficio c’eravamo solo io e un collega, il turno era abbastanza scoperto ma il call center era stranamente quieto. Venni a sapere dell’evento tramite il servizio Timspot by Ansa, poichè internet non era abilitato sui nostri computer. Il messaggio recitava all’incirca “New York:Aereo si schianta sul Wolrd Trade Center” perchè comunque i caratteri a disposizione sono limitati. La cosa in sè non mi diede molto da pensare: un incidente, speriamo non si sia fatta male troppa gente, certo che sfortuna colpire proprio un grattacielo…

Informai il collega, noto frequentatore delle borse di tutto il pianeta, e discutemmo che forse avrebbero fermato le contrattazioni (in realtà lo fecero per 4 giorni, ma ancora non avevamo neppure minimante intuito cosa stava accadendo…).
Dopo un po’ di tempo il manutentore dei sistemi, trafelatissimo, mi vide in corridoio e disse “hai visto cos’è successo?” e io “l’aereo a New York?” “si, erano due, e una delle due torri è crollata!”. Incredulo risposi la cosa più naturale che la mia mente poteva pensare: “ma cosa dici!! come fa un piccolo cessna a buttare giù un grattacielo?” “nono, erano aerei di linea”.

A quel punto iniziai a intuire che qualcosa di terribile stava accadendo. Il secondo sms di Tim, se non ricordo male, riportava simultanemanete la notizia del secondo schianto e del primo crollo.
Avevamo una televisione per sopravvivere al turno di notte, ma di giorno era rigorosamente proibito anche solo nominarla in presenza del capo; proprio lui scese dal suo piano ed entrando nella stanza disse “prendete la televisione e mettete in telegiornale, stanno attaccando l’America”. “Bruno, che canale vuoi vedere?” “uno qualsiasi, tanto parlano tutti della stessa cosa”.

I telefoni, manco a dirlo, rimasero muti tutto il giorno. Dopo un’ora che guardavamo la televisione e nessuno aveva il coraggio di dire nulla, Bruno disse “io vado a casa”; “ciao Bruno, ci vediamo domani”, risposi. “Sempre che DOMANI abbia lo stesso significato che ha oggi… questo evento cambierà la storia…”

Aveva, ovviamente, ragione lui.

Macchianera Blog Awards 2006

Oddio! io non ho seguito i commenti del post in cui si lanciava l’evento, ma a quanto pare qualcuno ha fatto il mio nome nella categoria “miglior blog tecnico/divulgativo”…

che dire, sono stupefatto e molto onorato di essere vicino a nomi del calibro di Andrea Beggi, Paolo Attivissimo o Pandemia. 🙂
Grazie, ma non pensiate che questo mi convirrà a scrivere meno cagate del solito 😛

Tracciare i 404 in Google Analytics

Questo post si è trasferito aggiornato su Google Analytics in 30 secondi, il mio nuovo blog monotematico
banner GA in 30 secondi

Sul blog ufficiale di Google Analytics è comparso un post interessante su come tracciare le pagine 404. Le pagine 404 sono quelle pagine che appaiono quando il contenuto(file) richiesto dal navigatore non è presente o disponibile sul server.

Perchè è interessante? prima di tutto, banalmente, perchè così ci accorgiamo che qualcosa non funziona, che c’è un errore. Normalmente questo tipo di errore non viene tracciato su G.A. O meglio, viene tracciato se avete provveduto a inculdere il javascript di Analytics sulla pagina 404. L’articolo però va oltre: suggerisce di aggiungere un paio di parametri alla funzione urchinTracker(); in modo che nei report possiamo leggere il nome del file richiesto e la query di ricerca.

Supponiamo che avete un sito che parla solo di scarpe. tramite questo accrocchio vi accorgete che arriva molta gente cercando il file stringhe.html con la query “stringhe di seta cinesi”. Beh, perchè perdere potenziali visitatori? create quel file e ottimizzatelo per quelle keyword :))

Per fare ciò basta aggiungere il codice di Analytics alla pagina 404, modificandolo come segue:

  1. <script type="text/javascript"src="http://www.google-analytics.com/urchin.js">
  2. </script>
  3. <script type="text/javascript">
  4. _uacct = "xxxxx-x";urchinTracker("/404.html?page=" + _udl.pathname + _udl.search);
  5. </script>

dove xxxxx-x è ovviamente il vostro codice di G.A.
dopodichè nel report dei contenuti principale troverete la voce 404.html e espandendola capirete cosa i visitatori si aspettavano di trovare.

Code is poetry#2

Tambu: “in effetti non capisco bene questa query. Cioè, so cosa deve fare, ma perchè CAST(SUBSTRING(DataInizio,4,2) AS INT)?”
Collega: “eh, perchè dobbiamo recuperare tutti i record del mese selezionato”
Tambu: “ma le date nel database non sono in formato data?”
Collega: “no, sono stringhe. preferisco gestirle così.”

(per la cronaca: è lo stesso del post precedente. Anche in quel caso preferiva fare 8 replace; perchè non si fida molto dei metodi del server, tipo Server.HTMLEncode…)

Però basta post tecnici e noiosi; tanto oramai ho capito che qui gira così. Sarò presuntuoso e antipatico, ma qua dentro non si cambierà mai niente. Non puoi cambiare nulla dal basso. E in alto non ci arriverai mai…

Code is poetry

Avviso: post tecnicissimo. Se non sei ultratecnico salta pure 🙂

Se durante la tua carriera di sviluppatore ti imbatti in qualcosa come

  1. if not rsContent.eof then  
  2.    pageTitolo = rsContent("titolo")
  3.    do while not rsContent.eof
  4.       if not isnull(rsContent("content")) then
  5.       tmpPageContent = rsContent("content")
  6.  
  7.          tmpPageContent = replace(rsContent("content"),"&","&amp;",1,-1,1)
  8.          tmpPageContent = replace(tmpPageContent,"&amp;&amp;","&amp;",1,-1,1)
  9.          tmpPageContent = replace(tmpPageContent,"&amp;#","&#",1,-1,1)
  10.  
  11.          if int(rsContent("contentType"))=1 then
  12.             pageContent = pageContent & tmpPageContent & "< br >"
  13.          else
  14.             pageImages  = pageImages  & tmpPageContent & "< br >"
  15.          end if
  16.       end if
  17.       rsContent.movenext
  18.    loop
  19.  
  20.    pageContent=replace(replace(replace(replace(pageContent,"&","&amp;",1,-1,1),
  21. "&amp;amp;","&amp;",1,-1,1),"&amp;nbsp;","&nbsp;",1,-1,1),"&amp;#","&#",1,-1,1)
  22.  
  23. else
  24.    pageTitolo = ""
  25. end if

molla tutto e fai come me: esci subito dalla stanza. Hai a che fare con un pazzo furioso!!!

Il giorno più…

Come farai adesso? A cosa penserai quando verrà la data, da qui all’eternità?
Ci penso, ma non mi capacito di come il destino possa essere crudele. Di come le cose possano cambiare nel volgere di pochi giorni, di come la festa…

Soffro con te, non quanto te ovviamente. Certe cose non si possono capire, pochissimi al mondo le possono capire. Mi interrogo su cosa penserai d’ora in poi, in quel giorno. Ora che il giorno più bello è diventato il giorno più brutto…