Kahuna summer tour\3: BorbeRock

Finale di tour scoppiettante per i Kahuna! Al Borberock di Vignole Borbera, nel greto di un fiume, ma con una buona organizzazione, la serata si infiamma sulle note taglienti delle nostre cover più “sparate” e con la collaborazione di un pubblico – finalmente – ricettivo nel modo corretto.

Arriviamo verso le 18 e ci dicono che tutti i live sono leggermente ritardati; non è un grosso problema, ascoltiamo il gruppo che suona (punk rock in semispagnolo) e beviamo una delle terribili birre che l’organizzazione regala ai gruppi. Non ricordo la marca, ma dopo due sorsi io mi arrendo, e Giorgio, che a memoria d’uomo non ha mai lasciato una birra in vita sua, dopo mezza lattina inizia a stare male.

Con il gruppo successivo segno un record credo: sono il primo blogger coinvolto nel giochino dei Nadar Solo di qualche tempo fa… a suonare insieme ai Nadar Solo! 🙂 (altre info sul giochino: http://4815162342.splinder.com/)
Loro sono veramente bravi, però c’è qualcosa che non mi quadra: sembrano usciti dritti dritti da un serial giovanile americano, sono visibilmente scazzati – magari sono solo stanchi – e a naso sembrano pure parecchio antipatici. Li sentiamo volentieri, poi gli accenno che ero dentro alla faccenda del giochino e gli faccio alcune domande. Capisco che loro c’entrano ben poco, volevano far parlare di loro ma hanno demandato tutto a una persona (qualcosa come “oh, inventati qualcosa che faccia parlare di noi” 🙂 ). Se vi interessa sentire qualcosa http://www.myspace.com/nadarsolo.
(Ah, trovo che il bassista-cantante somigli terribilmente a Screech di Bayside School 😀 )

Dopo di loro i Japanese Gum, che vi avevo detto essere il gruppo di due amici del corso di foto. Sbagliavo… sono TRE amici del corso di foto 😀
Montano tonnellate di computer e tastiere, fanno una musica ispirata, direi, ai Sigur Ros e ai giapponesi Cornelius, ma fanno bene il loro mestiere. Il problema è che quello non è l’ambiente e il contesto giusto, così vengono molto snobbati. da seguire, però.

Noi presentiamo la nostra scaletta ultraridotta, che ci viene striminzita ancora per mancanza di tempo, ma sebbene non vedessi nulla per le luci in faccia, ho intravisto del pogo, gente che saltava e cantava i ritornelli. Per la prima volta ho avuto un “omino della batteria” cui dire cosa volevo e come lo volevo, e dalla spia sentivo BENE tutto quel che mi serviva! Incredibile!!! 🙂

update: in questo pdf c’è la versione lunga e romanzata della faccenda del giochino. Sapere che dietro a tutto c’è Alice Avallone mi pare un motivo sufficiente per non onorare la mia promessa di comprare sempre i CD originali dei gruppi italiani meritevoli.