io voto NO

Normalmente non esplicito le mie scelte nelle votazioni politiche o referendarie, e cerco di non parlare di politica qua dentro perchè trovo sia solo una inutile fonte di litigi. Il referendum del 25-26 Giugno invece sta SOPRA la politica, poichè modifica la Costituzione italiana, dalla quale la politica dipende per composizione, stategie, scelte e quant’altro.

Quindi: perchè voto no? per una mera questione logica. Per modificare la Costituzione basta che i 2/3 della Camera e i 2/3 del Senato approvino la modifica. Se ciò non accade, e le modifiche passano a maggioranza semplice, occorre un referendum.
Ora, già vi strapaghiamo per fare le leggine e leggione che tanto ci rompono i maròni tutti i giorni, non vedo proprio perchè dovreste tediarci ANCHE con questa cosa…

Il solo fatto che esista qualcuno che invita a votare NO e qualcuno invece a votare SI significa che queste modifiche non sono condivise da tutti, quindi motivo sufficiente per non essere approvate.

In questo referendum io sono il professore e i politici gli studenti.
Io non sto bocciando la riforma costituzionale, penso tutto sommato che si possa fare qualche aggiustamento. Io voto NO e li rimando a Settembre: se si mettono d’accordo tra di loro (come peraltro GIA’ dicono che faranno – MA ALLORA CACCHIO VOLETE??) non avranno nemmeno bisogno di ripresentarsi 🙂

(si veda anche l’interessante articolo http://www.jacopofo.com/?q=node/1696 )

Leave a Reply

5 Comments

  1. Il problema che le modifiche non siano condivise da tutti è fisiologico, come è fisiologico che nemmeno l’ATTUALE costituzione sia condivisa da tutti. Sono d’accordo quando sostieni che strapaghiamo parlamentari e senatori per fare questo tipo di cose, però considera che se vincesse il NO qualcuno avrebbe la scusa (ed anzi Bertinotti ha già esplicitamente palesato questa cosa) per non toccarla più per un bel po’ la costituzione, nemmeno quegli articoli che sarebbe oggettivamente giusto rivedere. Io sono abbastanza indeciso, ma credo che alla fine voterò SI…

  2. non ho capito: meglio una porcata finchè si è in tempo piuttosto che niente? mi piacerebbe trovare una riforma in cui il dissenso sia solo una MINIMA parte, al pari di quando la Costituzione venne fatta.

  3. Sono d’accordo con Tambu, le cose vanno fatte bene. Altrimenti si finisce come tante altre leggi (una su tutte? Legge Urbani, Decreto Pisanu… ok, avevo detto una!) che sono passate dicendo “sappiamo già che deve essere modificata” e poi la modifica viene dimenticata.
    Questa volta tra l’altro si tratta della Costituzione, non della norma di un paesino in provincia di Carrapipi (per i non siciliani: Carrapipi è un paesino di meno di 9 mila abitanti ;-)).
    Le cose fatte male, meglio non farle.

    Esprimendo un parere personale inoltre mi rendo conto che la Sicilia (regione a statuto speciale) ne uscirebbe ancora più danneggiata. Mancano già i soldi per gestire la pubblica istruzione… figuriamoci se dovremo occuparci anche del sistema sanitario.

    Ciao,
    Emanuele aka P|xeL

  4. Pingback: …time is what you make of it… » Archivio del blog » Referendum - Fineco.

Next Articleacquario