il sopralluoghista

Ho trovato il lavoro che voglio fare “da grande”: il sopralluoghista.
Questa settimana ho effettuato ben DUE sopralluoghi per lavoro, in sale che ospiteranno eventi in cui l’azienda dove lavoro è in qualche modo coinvolta.

L’importante è presentarsi con il badge in bella vista (anche a tracolla, come me, e con la chiavetta del caffè e il portachiavi di Mazinga; basta che sia un badge 🙂 ). Dicendo “piacere, sono Marco Tambu, mi ha mandato il mio capo per il sopralluogo” si trasmette implicitamente il fatto che il capo si fidi completamente di te e dipenda dalle tue labbra per essere informato delle decisioni prese durante il sopralluogo. In secondo luogo è importante parlare: un buon sopralluoghista pone sempre domande. C’è un pozzetto per le prese di rete? chiedi QUANTE prese ci sono. in una sala ci va un computer? chiedi dove reperire il TAVOLINO (anche se è ovvio che il tavolino ci voglia 😀 ). Se fanno domande a te, invece, rispondi solo se sei VERAMENTE sicuro. Altrimenti vale il classico “devo verificare, devo controllare, sicuramente vi farò sapere” se non addirittura il mitico “ah, questo non compete al nostro settore“.

Più ti fissi sui particolari, più farai bella figura. E ricorda: la vera forza del sopralluoghista, il suo sorriso, il suo buonumore, nascono da UNA e UNA SOLA constatazione:

che tanto il lavoro poi non deve farlo lui!😀