cut’n’paste

Lavoro da 7 anni in una azienda di Information Technology, ma solo da 2 faccio quello che mi piace in modo serio. Nonostante ciò non ho mai fato dei corsi come si deve di programmazione. Per questo mi definisco uno “bravo col copia-incolla”, ed effettivamente è così: trovo quasi sempre qualcosa che va bene per quel che devo fare, la copio e la modifico secondo le mie esigenze.

Il che però non vuol dire necessariamente che la capisca sino in fondo. Diciamo che ne capisco a grandi linee le funzionalità e dove e cosa andare a toccare, anche a tastoni e a suon di prove empiriche non lo nego.

Con Caino ieri si discuteva di questo: è una mentalità tipica delle generazioni internet o no? Chi si affaccia oggi alla programmazione “non estrema” può permettersi di cercare come faccio io, tanto è tutto scritto, e agire così? è sbagliato?

Io non sopporto molto quelli che riscrivono sempre tutto a partire da zero. Conosco uno che ogni volta che gli serve qualcosa se la riscrive, fosse anche la procedura più riscritta della storia… e poi deve debuggarla, risistemarla, valutare a posteriori eventuali implicazioni col preesistente lavoro.

Io penso che sia necessario saper fare. Ma che non si possa saper fare tutto, è ovvio. Al momento la mia via mi pare accettabile (e comunque non è che non impari nulla eh…) e abbastanza costretta, in futuro credo che cambierà.

Ma poi… non è forse vero che la maggior parte delle cose nuove che si vedono in giro partono da lavori altrui? Non è forse vero che moltissimi nuovi lavori dicono “basato sulla libreria taldeitali scritta da misterX” oppure “fa largo uso e richiede il framework pincopallo”. Ci si concentra più sulla realizzazione del lavoro finito e sulle sue funzionalità, piuttosto che a riscrivere tutto daccapo da soli. Anche in un’ottica di interoperabilità e collaborazione futura. Se tutti si riscrivessero sempre le funzioni di script.aculo.us non esisterebbero future versioni di script.acolo.us, no?

voi come la vedete? 🙂

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9 Comments

  1. Pingback: Samuele Silva - Pensiero Atipico

  2. cosa ne penso? che a forza di cut-hack-paste si impara a programmare. E poi, voglio dire, uno dei dogmi della programmazione, scolpiti nel silicio da Kernigham e Ritchie, è «riutilizzare, per quanto possibile, il codice» 🙂

  3. credo che loro intendessero “il PROPRIO codice” 😛

  4. Che differenza fa? 😉

    E poi, domandina… ma “script.aculo.us” e` di un italiano? Perche` i punti quadrerebbero…;)

  5. che fai? mi rigiri la domanda? io l’ho chiesto a voi, che differenza fa – se c’è 🙂

  6. Barbara

    Guarda concordo e sottoscrivo tutto quanto hai scritto. SEMPRE trovo qualcosa
    che mi aggrada si tratti di grafica o di codice e poi riadatto anche pesanemente
    a volte … non sbagli c’è chi ha detto che ormai tutto è stato ideato che ora come
    ora si può solo rielaborare cose già fatte 🙂

  7. Consy

    Dall’alto dei miei 9 anni nel campo: sono per la riusabilità del codice ovviamente 🙂
    Non ho difficoltà a usare librerie altrui, ma se ben scritte.
    Non sono gelosa nemmeno delle mie librerie 🙂 Però mi viene spontaneo, nel corso del tempo, affinare i miei mattoncini di codice, migliorandoli e rendendoli più parametrizzati e riutilizzabili. A volte rifaccio da zero, ma dipende pure dall’urgenza di finire un lavoro. Urgenza o non urgenza, però, non scendo sotto a un certo livello di “decenza” nel mio codice. A costo di fare le nottate, non lascio ciofeche -funzionanti- in giro 🙂
    Il mio prof del tecnico industriale diceva che programmavo con eleganza. Bah 🙂

  8. Al di là dell’applicazione all’ambito della programmazione, il discorso del cut’n’paste è un problema se diventa un modo per aggirare lo sforzo di comprendere ciò che si incolla. Anche a me capita spesso di copiare ed incollare procedure note e arcinote (mi occupo della formazione di operatori di helpdesk e di scrivere sul forum di SysAdmin.it ). Il problema sorge nel momento in cui non si hanno le capacità per valutare la fonte. Se è vero che in rete si trova tutto e più di tutto, è anche vero che bisogna essere capaci anche di saper valutare l’autorevolezza della fonte. L’importante è IMHO sapere che si è “copiato” e non far passare per proprio il lavoro altrui.

  9. Saper riutilizzare del codice, sia esso una parte o un’intero modulo, è altrettanto importante al saper programmare bene.
    Certo però che forse con internet spesso si fa del puro e semplice copia/incolla del quale vedo molti lati negativi…

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