confesso!

Ho appena craccato la mia prima password di Administrator di un pc con Xp Professional.

Ammetto che sapevo fosse possibile, ma non pensavo fosse COSI’ facile!!! =:-OO

I blog secondo il secolo XIX




secolo_blog

Originally uploaded by Tambu.

Questo è un’articolo comparso oggi su “Il secolo XIX”, quotidiano genovese. Si parla di blog, di diari in rete che argomentano contro il maniaco dell’ascensore che sta facendo impazzire gli inquirenti locali. La parola blog compare almeno 5 volte nell’articolo e una nel neretto sopra il titolo del pezzo, per cui ci si aspetterebbe di trovare un articolo esauriente o quantomeno competente.

Invece si parla del sito leorepiccole.com, che è in realtà un forum, e nella foto di corredo all’articolo c’è pure una bella fotona di un FORUM PHPBB.
Possibile? superficiale? sicuramente. ma non solo.
L’articolo, nella sua forma prima, l’avevo già adocchiato ieri su Google News, categoria personalizzata “Genova”, e ne avevo tratto lo stesso senso di stupore. Qualcuno – Matteo Indice – l’ha ripreso ed ampliato, ma non si è nemmeno preso la briga di chiedersi cosa sia un blog. Che non lo sappia è evidente, sennò non avrebbe compiuto questo errore madornale, che non si sia nemmeno documentato lo dimostra il fatto che abbia aperto un FORUM, dove la parola forum compare QUATTRO volte (la prima e più grossa “Benvenuti sul Forum www.leorepiccole.com”) e abbia scritto o avvallato un articolo che invece parla di BLOG.

I risultati di una veloce ricerca su Google sono facili da trovare e portano via poco tempo per essere letti (link: “cosa è un blog” su Google.it), ma la cosa non è stata fatta. Non ci si documenta. Si scrive e bon.

Eppure IneditaBlog è passata da poco e il Secolo ha dato buona evidenza alla cosa.
Eppure il Secolo ha una sue sezione con 4 blog (eccone uno, per esempio: Ventirighe Blog di Giuliano Galletta).
Evidentemente lavorano a compartimenti stagni. O non capiscono la differenza. O non hanno tempo per approfondire o peggio controllare una notizia fallata che arriva da chissà quale fonte.

cut’n’paste

Lavoro da 7 anni in una azienda di Information Technology, ma solo da 2 faccio quello che mi piace in modo serio. Nonostante ciò non ho mai fato dei corsi come si deve di programmazione. Per questo mi definisco uno “bravo col copia-incolla”, ed effettivamente è così: trovo quasi sempre qualcosa che va bene per quel che devo fare, la copio e la modifico secondo le mie esigenze.

Il che però non vuol dire necessariamente che la capisca sino in fondo. Diciamo che ne capisco a grandi linee le funzionalità e dove e cosa andare a toccare, anche a tastoni e a suon di prove empiriche non lo nego.

Con Caino ieri si discuteva di questo: è una mentalità tipica delle generazioni internet o no? Chi si affaccia oggi alla programmazione “non estrema” può permettersi di cercare come faccio io, tanto è tutto scritto, e agire così? è sbagliato?

Io non sopporto molto quelli che riscrivono sempre tutto a partire da zero. Conosco uno che ogni volta che gli serve qualcosa se la riscrive, fosse anche la procedura più riscritta della storia… e poi deve debuggarla, risistemarla, valutare a posteriori eventuali implicazioni col preesistente lavoro.

Io penso che sia necessario saper fare. Ma che non si possa saper fare tutto, è ovvio. Al momento la mia via mi pare accettabile (e comunque non è che non impari nulla eh…) e abbastanza costretta, in futuro credo che cambierà.

Ma poi… non è forse vero che la maggior parte delle cose nuove che si vedono in giro partono da lavori altrui? Non è forse vero che moltissimi nuovi lavori dicono “basato sulla libreria taldeitali scritta da misterX” oppure “fa largo uso e richiede il framework pincopallo”. Ci si concentra più sulla realizzazione del lavoro finito e sulle sue funzionalità, piuttosto che a riscrivere tutto daccapo da soli. Anche in un’ottica di interoperabilità e collaborazione futura. Se tutti si riscrivessero sempre le funzioni di script.aculo.us non esisterebbero future versioni di script.acolo.us, no?

voi come la vedete? 🙂