ordini

Penso che tutto sommato viviamo in un’epoca difficile.
Penso che oltre alla difficoltà di comunicare (davvero) esiste uno scoglio enorme che è quello di far comprendere agli altri quali siano i nostri ordini di grandezza dei problemi.
Che dovremmo sempre pensare che se moltiplichiamo per 10 i nostri guai non facciamo nulla di straordinario, perchè c’è chi ci convive da sempre con quei pesi.
Ma penso anche che spesso nessuno faccia il ragionamento opposto per noi.

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4 Comments

  1. Barbara

    Bè secondo me tutto è relativo… se uno stesse sempre li a
    paragonare le proprie grane a quelle altrui certo… ma se mi capita
    un casino e lo devo risolvere in fretta sinceramente di pensare
    al resto del mondo proprio…

  2. il problema è PROPRIO quando il casino e la soluzione non sono solo tue…

  3. Bravo Tambu. E’ proprio quello il problema: perché io mi immedesimo nei panni dell'”altro” , minimizzando i miei problemi, confrontandoli agli altri, ma nessuno fa lo stesso ragionamento con me ? Giusto ieri il mio capo mi affida il “delicatissimo” compito di stilare l’elenco telefonico interno. Nel frattempo, oltre a fare il supporto tecnico a 30 persone, tengo un corso base di informatica a tre nuove “risorse”. Risultato: sbaglio a trascrivere un interno telefonico. Apriti cielo !! Mi ha rincorso fino all’esterno dell’ufficio, dove stavo fumandomi una sigaretta, sbraitando che lo avevo veramente fatto incazzare, che così non si poteva continuare, etc., etc.
    Che devo fare ? Mi licenzio in tronco ? Oppure per ritorsione alle nuove risorse spiego che i DNS sono una setta segreta con base a Topolinia ?
    Ecco, vedi come è facile… ti ho buttato lì i miei problemi e non mi sono preoccupato dei tuoi…

  4. a volte ho l’impressione che il normale non esista più… che se non hai almeno 1000 casini non sei nessuno, che devi avere la tafazzite e vantartente…

    spesso credo che essere fortunati sia considerato da molti una colpa, qualcosa di cui vergognarsi perchè tu lo sei e gli altri no.
    Io non mi vergogno. Mi dispiace per gli altri, ma poi basta. Che altro devo fare? fare l’infelice per empatia??

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