Quaero. Ergo sum?

leggo da più parti che Chirac ha annunciato tutto tronfio che presto Quaero sfiderà Google, imponendosi come “il motore di ricerca europeo”. Scommetto che al Plex stanno già tremando di paura 😛

Ora, siccome è noto che Quearo sarà basato su Exalead, ho fatto alcune prove; si dà il caso che la mia fiducia in un motore che con la chiave “ferrari” presenta il sito ufficiale al decimo posto – e nemmeno col dominio giusto ma con un suo alias/redirect – sia tendente pressochè allo zero. Però non ho gettato la spugna, e vi dirò che un paio di feature interessanti ci sono. vediamole: la ricerca viene impostata per default con le thumbnail delle homepage cercate. Questo è utile soprattutto se vi ricordate un sito da un argomento generale e poi per i colori/la grafica.

La colonna di sinistra serve per restringere la ricerca: alcune feature sono abbastanza comuni, tipo la ricerca solo in una lingua o limitata ai soli PDF; punto a favore è la presentazione in forma visuale invece dell’uso di bottoni, link o operatori che molti faticano a tenere a mente. La ricerca per locazione del sito devo ancora capire come sia fatta. per IP del server? abbastanza inutile, direi, visto che è frequente che siti italiani siano su ip e macchine americane, and so on… per lingua della pagine? e allora in cosa differisce dalla ricerca pr lingua? mi pare un mero esercizio progettuale e nulla più.

I “related terms” invece sono interessanti… mostrano le keyword più statisticamente presenti all’interno delle pagine che sono risultate dalla nostra prima ricerca. C’è una corrispondenza quindi tra la chiave primaria della nostra ricerca e le key che vengono estratte, quindi, ma è una corrispondenza mediata dai risultati; per assurdo potremmo avere gli stessi related terms se facessimo un’altra ricerca con una chiave diversa ma che ci presenta gli stessi risultati.

La ricerca fonetica lasciatela perdere; si sovrappone pressochè totalmente a quella per approssimazione, almeno nella lingua italiana. Ho pensato mezz’ora a un esempio in francese o in inglese, ma non c’è stato verso di produrre un risultato decente.

Ultime due considerazioni:il bottone “audio” in alto effettua una ricerca su file audio, interessante che lo abbiano messo così in vista; se lo si clicca compare anche il pulsante “video” che svolge analoga funzione sui contenuti video. Il pulsante RSS invece non produce un feed che ci aggiorna sullo stato della nostra ricerca, come GoogleBlogSearch, ma si “limita” a ricercare su pagine che possiedono un feed RSS.

Exalead ha anche una funzione di “navigazione” interna alla pagina dei risultati. Il link al titolo della pagina infatti ci porta direttamente al sito finale. Un click sull’url arancione invece produce una ricerca con la stessa chiave limitata al solo dominio cliccato. Infine cliccando sul testo tra titolo e url si apre una finestrella con una preview a grandezza naturale del sito che andremo, forse, a visitare; con possibilità di aggiungerlo ai bookmark direttamente.

Secondo me siamo lontani anni luce dall’interfaccia pulita e intuitiva di Google: mi sento di consigliare Exaled (e probabilmente in futuro Quaero, anche se mi riservo di valutarlo a tempo debito) solo se si hanno esigenze di restringimento progressivo della ricerca e non si vuole impazzire con gli operatori booleani della grande G. e per poco altro… 🙂

Leave a Reply

6 Comments

  1. Se mi permetti, una feature interessante, è quella di aprire il sito trovato, nella metà inferiore della pagina, senza “allontanarsi” dal sito del motore di ricerca. Interessante per chi naviga dietro firewall, proxy et similia. Per il resto è m**da. Google rulla abbestia.

  2. si, l’ho chiamata "navigazione interna" e non l’ho manco spiegata tanto bene. cmq concordo 🙂

  3. Di` la verita`… sei cosi` prevenuto perche` su Exalead una ricerca poer “tambu” ti vede solo al 43esimo posto.. 😉 ;-p

  4. Pingback: mediAnima Blog

  5. alessandro

    tanto strombazzare per una cosa che non c’è è uno stile che non mi convince.
    la gente di G le cose prima le ha fatte e poi il mercato gli ha dato ragione.

    il presidente di uno stato che promuove un’innovazione tecnologica mi suona da gara USA URSS ai tempi della guerra fredda

    mi piace pensare nel web le cose si fanno grazie a geniali intuizioni e non a sonsorizzazioni èrestigiose

    e poi, diciamolo, i francesi mi stanno un po’ qua!

Next Article5 strane abitudini