concluso il sondaggio di blogo.it

Prendo atto che non ho vinto nè l’ipod nano nè il TomTom go 300 e che solo 4 persone hanno risposto al sondaggio passando dalla mia pagina (belli i grafici a torta divisi in 4 spicchi perfetti, roba da precisini… 😛 )

‘fanculo, mi comprerò il MITAC MIO269 plus col solo sudore della mia fronte!!!

(c’era una volta una volpe… e c’era anche dell’uva… 😉 )

regali

13 Dicembre e ancora quota ZERO regali comprati. Un record… i record mi tentano. quasi quasi tento l’assoluto ZERO regali fatti e mi tolgo da ogni problema. Il cervello quest’anno è stranamente attivo, ma non ho proprio voglia di usare energie per l’annosa questione. Il vantaggio di avere molti amici che si frequenta poco è proprio che non ci si fa il regalo a Natale, specie in tempi di ristrettezze economiche 🙂

Oppre regalo a tutti un nuovo auricolare per il telefonino e bon! 😀

Ecco i Kahuna

I componenti del mio gruppo non si interessano di blog e affini (o meglio, uno si ma per scopi secondari 🙂 ), figuriamoci se sanno cosa sia una podcast… quando ho annunciato tronfio che anche i Kahuna avrebbero avuto il loro primo podcast mi hanno guardato nel classico modo col quale il bue guarda il treno passare mentre rumina, avete presente no? 🙂

Ecco, quindi qui c’è un raffronto tra 3 canzoni in versione originale e in versione rovinata (da noi, ovviamente)
se proprio non le riconoscete, ve le elenco:

Come out and play – the Offspring
Word up – Gun
The boys of summer – the Ataris

Focus 2.0

Sono stato abbonato di Focus per una vita… quasi 10 anni. L’ho sempre trovata la miglior rivista di divulgazione pseudo-scientifica in circolazione, molto più di Scienza&Vita ad esempio.
Poi il tempo libero per la lettura è sceso paurosamente e ho dovuto interrompere, l’abbonamento e la lettura. Mal sopporto le cataste di cose da fare che si accumulano 🙂

Pochi giorni fa ho trovato da leggere l’ultimo numero, il 158 per la precisione, e non posso esimermi dal fare un paragone tra le trasformazioni del web di questo periodo e l’evoluzione della rivista.
Le parole che adesso sono in voga nel web sono “folksonomy”, “collaborativo”, “contributivo”, “distribuito”, “tag”. Il senso che si tende a dare ai siti o alle applicazioni web è quello dell’universalità, della spinta dalla base (wikipedia); della facilità di utilizzo anche per chi è digiuno di strumenti informatici (blog, wiki); insomma, una gestione più o meno comune e più o meno democratica delle cose, che comunque tenga conto delle opinioni di tutti e che per questo sia in grado di far esprimere a tutti, facilmente e in modo sicuro, la propria opinione.

Ecco, la tendenza di focus in questo senso esisteva già quando lo leggevo io. La posta era piena di “mandaci le tue segnalazioni a…”, “invia le tue idee a…”. E sin qui nulla di strano, le riviste hanno sempre un motivo di feedback dai lettori, più o meno marcatamente. Poi si passò a cose più moderne, come “le foto dei lettori”. Ma il fatto innovaticvo era che le richieste di invio seguivano l’argomento di un articolo, erano molto specifiche. Il successo fu tale che la maggior parte delle volte dovevano aprire una sezione apposita nel loro sito per inserire i contributi dei lettori. Il sito stesso aveva una grande community, che a volte coincideva con la sfera dei lettori, a volte invece era un mondo a sè.

Nell’ultimo numero questa tendenza ha subito una forte accelerazione: insieme alla posta dei lettori ci sono gli SMS, dei lettori. Molte volte le segnalazioni contengono precisazini e correzioni rispetto ad articoli apparsi in passato. (come wikipedia 🙂 ). In altre occasioni sono presenti dei sondaggi cui rispondere via messaggino: seguendo una precisa codifica (esempio: S158#F21#BDFHILM ) nella scrittura del SMS si partecipa ai risultati del sondaggio, che vengono pubblicati nel numero succcessivo. Ogni articolo pubblicato può essere sottoposto a voto, sempre via SMS, in modo che la redazione sappia cosa è piaciuto e cosa no (se vogliamo, come dei tag); E’ possibile farsi inviare dei MEMO sul cellulare per sapere quando è uscito in edicola un nuovo numero di una specifica testata del gruppo Focus (come una newsletter, o se vogliamo, un feed RSS)

insomma, credo che Focus attualmente sia il primo esempio di “rivista 2.0” 🙂

il vero ufficio complicazioni

Per lavoro ogni tanto ho a che fare con un grosso ente pubblico. Oggi ho assistito ad una VERA, AUTENTICA e SPONTANEA scena di tipica “complicazione affari semplici”.

Il caso: c’è una pila di tot fotocopie, derivanti da un libricino, da distrubuire a N persone. Già qua si potrebbe obbiettare che bastava fare correttamente la prima copia, poi usare la fascicolazione per fare le altre ed ottenerle già separate. No, troppo facile! hanno fotocopiato ogni pagina le volte necessarie e sono passati alla successiva. I fogli quindi sono messi così: pagina uno, uno, uno (non si sa quante volte), poi pagina due, due, due, poi tre, tre, tre, eccetera.

Ora, non bisogna essere necessariamente programmatori e conoscere il [[quicksort]] per fare l’operazione più vantaggiosa. Anche alcuni colleghi “umanisti” concordavano con me sul metodo da eseguire: scorri la lista delle copie, ed ogni volta che incroci una pagina nuova “tagli” il mazzo… alla fine avrai un mazzo per ogni pagina. Ogni persona preleva una volta da ogni mazzo e via.

AHAH, invece cosa ti inventa la signora? capovolge il plico e inizia a spargere fogli sul tavolo, SENZA sapere quante copie di ogni pagina esistono. Quindi fa un lenzuolo di fogli. Poi trova la pagina successiva e inizia a ricoprire la tovaglia con la seconda passata, come in alcuni solitari con le carte. “ma lì ce l’ho già messa? non si vede. fammi controllare. ah si, allora la metto qua. UH! ne manca una. no, forse ne ho messe due su una pila. si, eccola…”

AAAAAAARRRRRRRRGGGGGHHHHH!!! tempo concedibile alla sola operazione di smistamento: 40-45 secondi. tempo impiegato: 10 minuti 🙁

strumenblog

in effetti m’è venuta in mente una cosa, scrivendo il post precedente.
I feed RSS esistono da molto, sono esplosi da qualche mese ormai e finalmente ne abbiamo dotato il nostro sito principale. I blog ci sono da 5 anni, mi pare, l’esplosione c’è già stata (e non accenna a fermarsi) e ieri il mio capo mi fa: “potremmo usare un blog per tenere traccia delle variazioni che occorrono sui progetti in sviluppo, lo aggiorna chi ci lavora e tutti sono sempre allineati”. Penso sarebbe meglio un wiki, ma vabeh, “the famous 5 minutes install” ci regala il blog bello e pronto in tempo record.

Quindi, a parte il fatto che in ufficio siamo terribilmente indietro, mi domando QUANTO TEMPO passerà prima che le cazziate del capo arrivino in podcasting invece che di persona 🙂

PODCAST!!

mi sono accorto, pressochè per caso, che il plugin che ho usato per inserire i due mp3 delle mie trasmissioni qualche post fa, ha generato da solo le enclosure necessarie a trasformare il normale feed rss di questo blog in un PODCAST! bhuahahah

QUIIIIIIIIIIIINDI ho creato una categoria apposta attraverso la quale tormenterò le vostre orecchie con la mia voce, ogni tanto 🙂
e ne ho approfittato anche per registrarmi su ODEO, un servizio per registrare mp3 direttamente dal browser, sembra figo 🙂

L’albero gonfiabile del fortino

l'abero gonfiabileEd ecco che come ogni anno (addirittura dall’anno scorso!!) il Fortino si è dotato del suo particolarissimo albero di Natale gonfiabile, completo di neve interiore e fruttini, dolci, cuoricini – anch’essi naturalmente gonfiabili, che diamine!!.

Ovviamente indovinate un po’ a chi è toccato prestare fiato e polmoni per avere ragione dell’improba impresa? EEEEEEEEEEEsatto!!! Non fanno più le valvole di una volta, bisogna dire… ai miei tempi diventavi scemo per non far uscire l’aria soffiata nell’oggetto con grande dispendio di fatica. Poi inventarono la valvola, e più era dura più era difficile dare un tono serio alla plastica, non lasciarla molliccia (che si sa, le cose mollicce non piacciono a nessuno 😀 ).

Al giorno d’oggi invece la valvola non tiene un cappero, e così fai una fatica del boia per gonfiare ‘sto belin di albero, e in più appena stacchi la bocca prende a “sgasarsi” con sibilo acuto che non lascia speranza. Quindi devi fare pure in fretta!

Comunque, seppur paonazzo, ce l’ho fatta; nel Fortino (che poi sarebbe il nome che noi programmatori diamo alla nostra stanza) è nuovamente presente il simbolo del Natale in versione geek (e NON nerd come suggerisce qualcuno) 🙂
Non vedo l’ora di vedere che faccia farà l’amministratore delegato non appena spalancherà la porta!!!

ah, ecco anche cosa vedo ora alzando lo sguardo dal doppio monitor:
alzo la testa e...

Flickr badge

Nel proseguo dell’opera di colorazione di questo blog, mi sono imbattuto in un problema di non facile soluzione: volendo inserire il “badge” di Flickr nella sidebar, mi sono accorto che l’iframe che flickr include per la versione Flash non è conforme all’ XHTML che usa WordPress.
Tralasciando l’opportunità della scelta di un iframe, qualcuno è riuscito a risolvere questa questione? il problema NON è nel codice generato dal tutorial, perchè ho provato a cambiarlo, a spostare le funzioni e gli style nell’header, è proprio nell’iframe. Possibile che a Flickr abbiano toppato così?

Stock Exchange

dollariSi sente spesso dire frasi fatte sui mercati azionari e le borse; una di queste frasi recita pressappoco così “nel lungo periodo si guadagna quasi sempre. conviene metterli lì e dimenticarsene per 10 anni”. beh… non è possibile. Non se siete degli ossessivo-compulsivi come me e tenete sotto controllo il mercato azionario dall’apertura alla chiusura. Ma nemmeno se provate DAVVERO a dimenticarvi del vostro pacchetto azionario. Perchè le famigerate operazioni M&A (merge and acquisition, fusioni e acquisizioni) non vi daranno mai tregua.

Così capita che qualche anno fa siate correntisti di Fineco-BipopCarire, che questa poi diventi FinecoGroup, che poi venga acquistata da Capitalia, cambi nome in Fineco e vi vengano date azioni Capitalia in seguito a non mi ricordo che operazione straordinaria. Che quindi, in pratica, diventiate anche azionisti di Capitalia senza averlo mai voluto. E capita poi che Capitalia si incorpori completamente Fineco, e così a partire dal Gennaio 2006 avrete in portafoglio SOLO azioni Capitalia, le uniche che non avete mai trattato di vostra spontanea volontà…

che robe… 🙂