Libero ADSL

info ladra :)Il primo post della nuova categoria “ab aeternum” dedicato alle cose che devono restare a disposizione dei posteri riguarda il mio rapporto con Infostrada e Libero ADSL.

Con un pizzico di vanto affermo che sono stato uno dei primi in Italia a sapere cosa fosse l’ADSL (anzi, ricordo che ne parlai al telefono con Silentman, mio guru tecnologico, e che quella volta lo presi in castagna 🙂 ) e a dotarmene… non mi ricordo nemmeno io perchè decisi per Infostrada, fattostà che firmai il mio modulo PRONTO 1055 con preselezione automatica e subito dopo ordinai l’attivazione dell’ADSL, contratto PREMIUM a banda minima garantita, 640/128 e illimitate telefonate urbane incluse, compreso modem USB in comodato d’uso.

Mi ricordo come fosse ieri il sorrisino compiaciuto quando vidi il mio primo mp3 scendere alla veneranda velocità di 76 k/s 🙂 Comunque, tutto bene per un anno. poco prima di festeggiare l’anno un giorno si inchioda tutto. errore di connessione. Inizia il calvario di telefonate al call center; nessuno sa che pesci pigliare, rimbalzano la palla con Telecom. dopo 20 giorni scoprono che si era “sconfigurato” il mio user sul server di accesso. lo riconfigurano e rinavigo. passa una settimana e siamo daccapo. questa volta ci mettono “solo” 7 giorni a capire, e l’apice del guasto si ha quando i tecnici del call center stremati dalla mia parlantina, mi passano il tecnico Northel che doveva riconfigurare lo Shasta server, in Canada!! (lo Shasta è qualcosa che assomiglia a questo e che serve per le connessioni broadband, Infostrada è cliente di Nortel per queste apparecchiature). Evidentemente il tecnico sa il fatto suo e mi riconfigura tutto l’ambaradàn.

il secondo anno la storia si ripete. Questa volta so già cosa dire, ma udite udite loro non ci sentono… danno tutto in gestione al CLB – Centro Larga Banda di Bari, di Telecom. passano i giorni e nemmeno muovere i pezzi pesanti della scacchiera serve (mio padre lavorava in Telecom all’epoca). Dopo 15 giorni e parecchi insulti al telefono mi cambiano il modem con uno Speedtouch Home Ethernet, da cui tutt’ora trasmetto. protocollo PPPoA residuo delle connessioni via USB, altri 5 giorni per cambiarlo in PPPoE prima di riprendere normalmente la navigazione. Il particolare carino fu che poco prima della risoluzione della cosa fu l’operatore stesso a suggerirmi di scrivere al “maggior giornale locale” e un paio di rivisite di informatica, suggerendomi su cosa puntare per descrivere la storia… a tutt’oggi non ho ancora capito se me lo disse per liquidarmi o perchè sapeva che effettivamente così si sarebbe ottenuto un risultato.
L’altro particolare carino è che io all’epoca facevo i turni in un centro di elaborazione dati, con un lavoro sostanzialmente di controllo; significa che spesso bastava la mia presenza piuttosto distratta per guadagnare la pagnotta. Allora mi attaccavo al telefono e tartassavo un po’ il call center… tipo alle 2 di notte. Oppure mi ricordo un turno di mattina, alle 6 timbro, eseguo i 4 batch che dovevo eseguire e faccio il numero verde di Infostrada. La telefonata va per le lunghe, mentre la ragazza fa finta di interessarsi della cosa. Poi mi lancia la solita proposta “senta, qua la cosa è lunga e piuttosto intricata, vuole richiamarci più tardi?” “no, guardi, sono appena entrato in ufficio, ho tutto il tempo che vuole, aspetterò in linea…” 😛

la terza disavventura avviene quando tutte le ADSL d’Italia vengono portate a 1024/128. Qualcosa si inceppa nel meccanismo e il mio modem non si collega più. CALL CENTER!!!! pensaci tu!! 🙂 I furboni impiegano 10 giorni a capire cosa non va, nel mentre sono riuscito a estorcergli l’informazione che cercavo. Siamo veramente in pochi ad avere questo problema nella mia zona. La soluzione? ehehe siamo informatici o no? semplice, un bel reset del famoso Shasta. Si, ma di questi Shasta mica ce ne sono migliaia eh… questo reset eseguito per me disconnette mezza Genova, come confermatomi dal guru Silentman con una telefonata “ciao, oggi alle 8.05 ti si è disconnessa la linea vero?” “Si, ma tu come lo sai?” 😀

In sostanza mi sento di dare un paio di consigli a chi ha problemi di questo tipo:
– Chiamare il call center due volte al giorno i primi giorni. se la cosa si protrae troppo è probabile che DAVVERO nessuno sappia dove mettere le mani (e non sempre per incapacità). Un sollecito al giorno è sufficiente, non ha molto senso perderci più tempo.
– Telefonare la mattina prestissimo o la notte. I tecnici più bravi per qualche strano motivo (forse perchè sono anziani e nelle ore roventi ci mettono i pivelli a farsi le ossa) hanno i turni più tranquilli. Fatevi sempre dire il nome della persona con cui parlate e tenere uno storico su un pezzo di carta: il giorno X all’ora Y ho parlato con TIZIO. se vi è stato utile saprete di chi chiedete, se è stato inutile avrete uno storico dettagliato da sottoporre all’attenzione del loro supervisore.
– Scordatevi assolutamente di parlare con detto supervisore. Lo storico lo tenete se LUI decide di parlarvi (o se fate casino su qualche rivista/sito). I superiori dei call center sono entità impalpabili. Si narra addirittura che non esistano, se non in una forma vaga e indefinita 😉
– Una tecnica efficace per farsi passare il tecnico desiderato è “guardi, ho un guasto aperto da 15 giorni, non ho molta voglia di farle il riassunto, se mi passa X sa già tutto… eventualmente aspetto in linea”

per il resto, in bocca al lupo!

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6 Comments

  1. Morganalarossa

    Argh! l’ADSL per me restera’ un sogno… sigh… che ingiustizia!;-)

  2. Nervo

    Te sei peggio di me 🙂

  3. hardla

    spero almeno che tutti questi giorni d’inattività te li abbiano scalati dal conto…

  4. si, dopo un’altra dura battaglia di solleciti e fax…

    Tambu è un osso duro, mica pizza e fichi 🙂

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