Facing Window

Non guardavo *volontariamente* la TV di sera da Gennaio 2003.
Ma stasera davano “La finestra di fronte” e ho capitolato; la prima volta che l’ho visto, al cinema due anni fa, ero parte di un meccanismo che mi ha fatto esclamare un freddo “mhh si… me lo immaginavo diverso, però bello”. Ora invece posso dirlo tranquillamente: è un capolavoro indiscusso, per tema, trama e interpretazione, impreziosito dalla presenza di un’indimenticato Massimo Girotti.

E non lo dico solo perché uno squilibrato in ufficio dice che assomiglio a Raul Bova 😉

Penso proprio che debbo colmare al più presto la lacuna della fimografia di Ozpetek.

P.S. non trovate che Filippo Nigro (il marito di lei nel film) somigli terribilmente a VIALLI? :))

Signori…

signori…
signore…
amici presenti vicini e lontani, gentile pubblico in sala e davanti allo schermo…

LUI è Aragorn

aragorn

in tutto il suo splendore.

Finalmente una giornata di sole e un bel giretto per scattare qualche foto della mia creatura, che ancora non era stata immortalata in oltre due mesi di presenza nel mio box. un tiepido sole si affaccia sulle nostre regioni, e anche se le strade sono ancora penose e piene di insidie, timidamente i centauri "escono" le belve dai letarghi invernali… bene bene, non vediamo l’ora di fare qualche giretto serio…

e domenica prossima, se il tempo sarà clemente… MINI MEGA raduno del Nord-Ovest di Z-italia !!!! 🙂

egocentrismo

A volte ho la sensazione di stare nel centro dell’universo, dritto in mezzo alla Via Lattea, in piedi a Teotihuacán, l’ombelico del mondo:
è vero, mi pongo dei quesiti ridicoli, irrisori rispetto a certe grandi domande esistenziali, ma non posso fare a meno di notare che la mia presenza o la mia assenza era o è fonte di eventi. quando io chattavo, giorno e notte, stavo su 8 canali pieni di gente, si faceva fatica a seguire tutto… ora gli stessi canali sono defunti, ogni tanto distrattamente butto un occhio, giusto per notare che non si è scritta neanche una riga in 24 ore… quando io leggevo i fumetti bastava andare in qualsiasi edicola e comprarli, e anzi la frase "quel giornalaio mi ha trattato male, qua non ci veniamo più" era un segno dell’indole consumistica e della consapevolezza del potere di acquisto che dei ragazzini iniziavano a comprendere, quasi che da noi dipendesse il futuro stesso della summenzionata edicola. L’altro giorno per comprare l’ultimo numero di GUYVER (che d’è? son fumetti? giapponesi? no, non la teniamo quella roba là) ( – e se non la tieni te che sei giornalaio "quella roba là", mannaggia la miseria… – ) ho girato 5 edicole… quando mi sono iscritto alla mailing list di Paolo Attivissimo non vedevo l’ora di leggere le sue succose email… dopo pochi numeri è diventata una misera comunicazione dell’uscita di un suo nuovo articolo su una rivista online… quando sono entrato sulla mailing list dei motociclisti genovesi si postava a bomba, tante persone, tanti messaggi, tanti giretti nei week end e tanta gente alla birretta settimanale. oggi 4 mail, non si gira con loro da ANNI, la birretta non esiste più…

potrei andare avanti un altro po’… dite che porto sfiga? 🙂

Chanson egocentrique
Self-centered song,
Chanson egocentrique
self-centered song.
(Chanson egocentrique – Bluvertigo & Alice – anno e album sconosciuti)

bang :-(

andavo con lo scooter giù per la strada che da casa mia porta verso il centro città… davanti a me un’auto e davanti un’altra che procede lentissima. si ode TUNZ TUNZ TUNZ… un ragazzo grida COGLIONEEEEEE VAIIII ma il "capofila" non accenna a riprendere un’andatura normale. fanno qualche centinaio di metri, dopo una curva c’è un rettilineo in discesa e io penso che sicuro come l’oro avverrà il sorpasso. E così è, se non che appena la macchina al comando se ne accorge dà gas e non lascia strada. Attraverso i parabrezza intravedo un faro venire in direzione opposta, sarà un disastro… le macchine quasi si toccano, poi uno dei due inchioda e sbanda, riprende il controllo e torna nella sua corsia. lo scooter non lo vedo più, nonostante non abbia udito rumore di impatti; infatti rientra in corsia da uno slargo provvidenziale e prosegue per la sua strada.
Poco sotto l’auto al comando si ferma in una piazzetta e l’altra prosegue fino a fermarsi ad un semafoto poco oltre. Si apre una portiera e si sente urlare COJONEEEEEEE. "perfetto – mi dico – ora si suonano. Hanno torto entrambi per cui mi godrò la scena senza fare nulla." invece erano AMICI, si insutano per gioco, ridono e parlano del più e del meno. era un GIOCO!

Ecco, io ora voglio una pistola, e voglio poterla usare. E non c’è buonismo che tenga. indifendibli. che futuro può uscire da 4 zucche vuote come quelle?
BANG! ti sei giocato un ginocchio.
"ma era un ragazzo così a modo…."
BANG! anche alla signora che non si è mai accorta che suo figlio è un coglione.
stavi per ammazzare un povero cristo che tornava a casa, e ridi perchè non l’hai toccato nella tua cazzo di manovra. e se lo toccavi?
BANG! BANG! BANG!

pigro

normalmente dormo sdraiato (qualche volta dietro lo schermo del PC in ufficio, ma non ditelo a nessuno  ). mi alzo, mi lavo e mi siedo per fare colazione. prendo lo scooter, SEDUTO e mi reco in ufficio, nel quale su una sedia trascorro svariate ore della mia vita. nelle pause caffè riesco spesso a sedermi o quantomeno ad appoggiarmi al muro. scendo a mensa, faccio la coda e mangio seduto diligentemente. vi tralascio il pomeriggio, tanto lo avete capito. riprendo il motorino e vado a casa. mi siedo al PC finchè non è ora di cenare; non ceno mai in piedi. dopodichè ritorno al PC oppure esco, per sedermi in un cinema o in un locale. Variante "a casa di amici" si sta seduti lo stesso. Variante "a cena fuori": manco al McDonald ormai stai in piedi, alla faccia del fast-food. tutti i trasferimenti sono fatti su mezzi che offrono appoggio al real deretano. Anche quando prendevo i mezzi pubblici, bus e treno, riuscivo a sedermi praticamente sempre.

Non mi stupisco di avere una panza così, e non saranno 3 ore di squash alla settimana a salvarmi. d’estate alla sera qualche passeggiata ci esce, ogni tanto una camminata sui monti, ma avete capito benissimo cosa voglio dire… mi aiutate a ricordare qualche lavoro del terziario avanzato che non sia così sedentario?

digitaNAle terrestre

Se tutto va come nei piani di chi sta in alto, a dicembre 2006 la televisione analogica sarà "spenta" in favore del digitale terrestre. Non manca molto se ci pensate. Bene, per tantissimi sarà un’ottima occasione per smettere di pagare il canone. "mi dispiace, caro Stato, la mia televisione è vecchia e non ha un decoder integrato. d’altra parte non ho mai comprato un decoder digitale terrestre, nè posso permettermi di cambiare 3 televisioni (manco una se è per quello)"
ZAC. tanto i DVD si vedono anche con la TV vecchia

Mr. Burns   Tutto procede secondo i piani…

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Il telefono. la tua voce.

Alan Varghese, che è un analista di Abi research che rilascia interviste su giornali come Week it (e quindi intrinsecamente secondo me è uno con due palle così), ha sentenziato che presto i telefoni fissi moriranno e che sopravvivono tutt’ora solo perchè la gente vuola banda, tanta banda, che i cellulari *ANCORA* non possono dargli. Se è vero che tutti prima o poi avranno un cellulare e che presto il GSM sfonderà quota 2 miliardi nel mondo, è vero anche che le nostre abitudini sono radicalmente cambiate da quando possiamo portarci appresso l’amato/odiato scocciòfono. Ma c’è un limite a tutto. Ecco, io la vecchina di oggi sul 480 che parlava contemporaneamente su DUE cellulari non la capisco. Già fatico a capire il megamanger che ha 3 telefonini, posso comprendere che per l’anziano la fonia mobile sia un modo per non perdere telefonate dai cari, che spesso sono rade e perciò preziose, che la nipotina tra una foto e una videochiamata trovi il tempo di sentire la nonna, ma esiste un limite che non va sorpassato; non importa chi ci sia al centro della scena.

questa dovrò spiegarla, mi sa… :)

Silentman.it wrote:
Risentire i Negrita (un po piu` vecchio stile rispetto agli ultimi CD) mi ha fatto tornare in mente un episodio….

"Ecco vedi, io adesso potrei levarti di colpo il cappello"
"E io potrei darti un pugno in faccia"

Ecco accadde che in quel tempo Tambu e la sua combricola di amici (no, non 12) fossero molto attivi sulla scena musicale genovese, sempre avida di buoni concerti… ecco quindi accadde che nella vicina cittadina di Recco una lungimirante organizzazione comunale decidesse di far giungere da lontano degli artisti per intrattenere il vorace pubblico, ed accadde anche che taluni di questi concerti risultassero DECISAMENTE interessanti per il nostro e il suo seguito. Prozac+ & Persiana Jones fu una serata indimenticabile, ma altrettanto memorabile fu il concerto dei Negrita, in compagnia di un amico del Tambu che stravedeva (e tutt’ora stravede) per loro. Tra i nostri due eroi erano in corso due scommesse: una riguardava l’eventualità che all’inizio di "Peace Frog" nell’album "Negrita" il batterista Zama pronunciasse "ANDIAMO" o "VAI", l’altra era decisamente più complicata: Pau, il cantante, era SEMPRE stato visto col capo coperto. Io sostenevo fosse completamente calvo, il mio amico che fosse una trovata scenica.

Finito il concerto ci piazzammo tenacemente dietro al palco aspettando l’uscita dei Negrita per firmare gli autografi e conversare col pubblico, cosa che puntualmente fecero, e durante questa conversazione io, a distanza di mezzo metro da un Pau decisamente più grosso e massiccio di come potrebbe sembrare, feci la fatidica domanda:
Tambu: "MAAAAAAAA come mai non esiste una tua foto o apparizione SENZA un copricapo?"
Pau: "Sono affari miei 🙂 "
Tambu: "Dai, è per una scommessa"
Pau: "Guarda, lascia stare, non mi interessa"
(segue sopra) :-PPP

oggi suona:

A long time ago came a man on a track
Walking thirty miles with a sac on his back
And he put down his load where he thought it was the best
And he made a home in the wilderness
He built a cabin and a winter store
And he ploughed up the ground by the cold lake shore
And the other travellers came riding down the track
And they never went further and they never went back
Then came the churches then came the schools
Then came the lawyers then came the rules
Then came the trains and trucks with their loads
And the dirty old track was the telegraph road

Then came the mines – then came the ore
Then there was the hard times then there was a war
Telegraph sang a song about the world outside
Telegraph road got so deep and so wide
Like a rolling river …

Telegraph Road – Dire Straits – Love over gold – 1982