Spadino 2005

Traforo del Monte Bianco, 2 aprile 2005
6° Memorial Spadino

Per ricordare Pier Lucio “Spadino” Tinazzi e chiedere alle istituzioni più attenzione alla sicurezza dei motociclisti sulle strade.
 

Chi era Pier Lucio Tinazzi, che gli amici chiamavano Spadino?

Pier Lucio era originario di Morgex, un piccolo centro in provincia di Aosta, una quindicina di chilometri del Traforo del Monte Bianco. Aveva 33 anni ed era dipendente della STMB, la società italiana che, insieme alla consociata francese ATMB, gestiva il tunnel. Spadino vi era impiegato come addetto alla sicurezza: tra i suoi compiti c’era quello di percorrere la galleria per controllare che tutto – soprattutto i dispositivi di sicurezza – fosse in ordine. Per svolgere il suo lavoro utilizzava una motocicletta. Il 24 marzo 1999 un camion prese fuoco all’interno del tunnel, che in poco tempo si riempì di fumo denso e nero, trasformandosi in una trappola mortale per gli occupanti dei veicoli rimasti bloccati nella galleria. Le squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco che da entrambi i lati cercavano di penetrare nel tunnel per portare in salvo le persone intrappolate dal fumo e dai rottami dei veicoli bruciati, non riuscivano ad avanzare.

In questa situazione difficile, Spadino prese la moto e scomparve nel fumo che usciva dal Traforo. Poco dopo lo videro tornare con una persona seduta dietro di lui. La fece scendere e tornò dentro, in cerca di qualcun altro da portare in salvo. Nessuno sa quante volte si ripeté la scena , né quante persone debbono la vita a Spadino. L’unica cosa certa è che il suo ultimo tentativo non andò a buon fine: probabilmente il fumo era ormai troppo denso anche per lui che il tunnel lo conosceva palmo a palmo e così, vista l’impossibilità di guadagnare l’uscita, con il camionista che voleva soccorrere entrò in una cabina di sicurezza. Da lì si mise in contatto con la sala controllo, ma non ebbe il tempo di comunicare la sua posizione perché nel frattempo il fuoco aveva distrutto ogni collegamento. Chiusi là dentro potevano resistere circa due ore, ma i soccorsi li raggiunsero molto più tardi, quando ormai per loro non c’era più niente da fare.

Spadino, che grazie alla sua moto era riuscito a salvare delle vite, non è riuscito a salvare la propria.

Per questo, ogni anno centinaia di motociclisti si ritrovano davanti al Traforo del Monte Bianco per ricordarlo e per chiedere più impegno nella sicurezza delle strade ed una speciale attenzione per la sicurezza dei motociclisti.
Per questo, ogni anno noi siamo lì.

Io ci sarò. Ho promesso a me stesso che ci sarei stato ogni anno e che avrei fatto carte false per esserci. E siccome non ho impedimenti di sorta, io Sabato mattina parto di buona lena. Penso spesso a Spadino, ci penso almeno una volta al giorno, molto più frequentemente mentre guido la moto. Non lo so perchè ci penso, ma l’importante per me è sapere che Pierlucio è esistito e che è stato importante per alcune persone: la sua famiglia, i suoi amici. E’ stato importante per alcune altre persone: coloro che gli devono la vita, anche fosse uno solo. Ed E’ importante per le migliaia di persone che ogni anno vanno a trovarlo, allegramente, goliardicamente e sentitamente, e lo salutano come solo i motociclisti sanno fare…
Io quando leggo quel pezzo, come ora, mi vien da piangere. E vorrei piangere tante lacrime da poter spegnere quel maledetto incendio. Io vorrei non dover neanche sapere che sei esistito e cosa hai voluto fare, Spadino.

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5 Comments

  1. Morganalarossa

    Me ne rammento anche io.

    Via il casco dalla testa, e mano sul cuore…

    :*/

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