F. come Flash

F. siede alla mia destra, in ufficio. E’ un uomo giovanile, due bei bambini, simpatico. Ci sbellichiamo dalle risate quando ci racconta le sue avventure coi pargoli. Oppure quando ci narra le sue gesta giovanili nei campi più disparati: ballerino di funky, surfer, footballista americano degli albori (con tanto di foto sui giornali), snowboarder estremo , ecc. Ecco, F. è la tipica persona che inizia le frasi con "ah, io quello l’ho fatto per (n) anni" e se tu fai la somma di (n) ottieni il triplo della sua età. Tutti ne conosciamo uno così, no? eppure… eppure manco io ci credevo, ma l’altro giorno ha portato un suo video con un balletto funky. Non posso più permettermi di non credergli.

Il fatto che F. sia insostituibile in azienda, però, gli fa dimenticare il senso di dimensione delle cose. Non puoi chiedere aumenti a raffica se il tuo vicino di scrivania (non io, l’altro) guadagna la metà di te. Non puoi andare a dire al capo che vuoi XXX euro di aumento perchè ti spostano di sede e spendi di più di viaggio, quando 3 mesi prima 30 persone sono state spostate dove sei tu ora (incidentalmente allontanadole tutte da casa). Non puoi infine chiedere un portatile aziendale per giocarci durante il viaggio in treno, perchè ti si è allungato di 20 minuti.

F. è una cara persona. Ho capito il suo errore. crede che tutto il mondo giri sulla sua stessa lunghezza d’onda, o poco sotto. Oppure è bravissimo e se ne frega. L’ho capito quando, guardando insieme un comunicato sulle richieste di aumenti del contratto nazionale, legge la sua riga (la più in altro, che chiameremo per comodità E) e commenta "beh dai, tutto sommato non male. te cosa sei? D? C?" e io: "B" "BIIIIIIIII?" e resosi conto della gaffe per non aver neanche tenuto in considerazione i livelli più bassi è tornato di corsa a produrre.