Tambernau

Non sono mai stato una saetta in moto; ma una volta, durante un girello nell’entroterra fradicio di un’acquazzone recente, ho sorpassato ad uno ad uno tutti i miei amici notoriamente più bravi di me, perchè vederli ondeggiare davanti mi dava sensazione di pericolo. Da quella volta mi chiamano scherzosamente Tambernau.

Stamattina monto in sella allo scooter, bardato di tutto punto per affrontare le avversità del clima, e inizio la sfida alla strada bagnata. Pozzanghera, rivolo d’acqua, visibilità azzerata dai goccioloni aggrappati al parabrezza, niente può fermarmi! Freno dietro, ok lo controllo, freno davanti, eeeeeh volevi fregarmi eh? ma io so che si usa solo in rettilineo, sul bagnato. Tambernau procede lesto, sfila ogni semaforo non vuole bagnarsi troppo. Una curva veloce, come la affronterebbe lui? Ops, forse era meglio allargarla prima.

Arrivo inchiodando sotto la tettoia del distributore Shell, per riempire di V-Power la pancia del mio mezzo, ed è come essere ai box dopo la bandiera a scacchi: mi sfilo il casco e sorrido, felice per il mio podio.
Ma intorno non c’è nessun pubblico festante, niente autografi nè Sposor, e all’improvviso realizzo:
Gibernau è furbo, e quando piove prende la macchina.