Filosofia prandiana

Chiaccherata interessante oggi a mensa: partendo da Spiderman-2 ci si interroga sul ruolo dei modelli trasmessi nei film moderni americani e dalla TV italiana (Grande Fratello in primis). Un collega dice che non sopporta che Peter Parker sia sostanzialmente un idiota e che il modello è sbagliato perchè ci fa tendere ad identificarci con una mezza calzetta che si proietta nell’invincibile supereroe, mentre la gente in realtà è diversa. Io non sono d’accordo, perchè dimentichiamo che Spiderman è un prodotto di 30 anni fa, e allora la gente si era stufata dell’uomo d’acciaio che vince sempre; Peter Parker incarna, nel fumetto come nel film, la situazione classica di un ragazzo che viene caricato di responsabilità e ruoli che non vuole e non ha chiesto, ma che deve comunque rivestire per un compiere un bene più grande. Una collega dice che allora, tutto sommato, preferisce guardare il Grande Fratello perchè alla fine quelle persone sono più "vicine" a noi. Sorrido e non rispondo, vicine lo saranno solo temporalmente, io con quelli ho poco a che spartire.

Vabeh, a me han detto che è abbastanza una ca**ta, però questa persona mi ha anche detto "che squallore, han pure gettato le basi per il terzo film, torna Goblin che è il figlio con la maschera del padre… allora nel quarto che fanno? Octopus con più tentacoli?" beh, io mi sono informato, e la storia originale dell’Uomo Ragno è proprio così: il figlio di Norman Osborn assume l’identità di Goblin per vendicarlo. Perchè partire prevenuti? 🙂

Insomma, alla fin fine il momento migliore dell’Uomo Ragno sugli schermi è Massimo Ceccherini che in "fuochi d’artificio" dice: «gli fa ‘na sega il temporale all’uomo ragno» KAAA-KRAAAAAAACCKKKKK 🙂

Leave a Reply

7 Comments

  1. utente anonimo

    Insomma Peter Parker sarebbe un Parsifal dei giorni nostri? mah, guardo i cartoni dell’uomo ragno senza farmi troppe domande, forse sbaglio…
    Ciao Marty.

  2. spassky

    Vabbè, alla Marvel per far tornare un personaggio che tira metterebbero la maschera anche alla zia May.. Finché l’ho letto io ci sono stati goblin padre, figlio e spirito santo (che era di nuovo il padre resuscitato), più due hobgoblin, versioni dall’aspetto più selvatico, un demogoblin proveniente dall’inferno e una specie di imitazione chiamata Jack Lanterna..
    Troppi anche per me, ma pochi se si considera che Magneto, il nemico degli X Men muore e ritorna praticamente ogni anno, ed è sempre lui.
    Che palle, per fortuna c’è Ratman..

  3. val.angel

    A me ha divertito… non ci costruisco sopra un mondo delle idee per interpretarci il senso della vita, ma mi ha distratto per un paio d’ore. Cosa che -di questi tempi- apprezzo. 🙂

  4. signorinafelicita

    fino al terzo GF mi chiedevo su quale pianeta avessero scovato i partecipanti e mi intristiva il fatto che dovevano essere i ragazzi “della porta accanto” :o( Non ho ancora visto il due, ma il primo l’ho trovato eccezionale, soprattutto per l’umanità del protagonista e per il fatto sconcertante che, in un film americano d’azione, l’eroe si trovasse di fronte a scelte quali il bene e il male, o comunque non venivano tracciati dei contorni troppo definiti tra questi due opposti, ed è così. Finita l’era del buonismo a tutti i costi? magari.

  5. signorinafelicita

    Complimenti, hai vinto un bacio

  6. paolone

    Sinceramente considero completamente insulso seguire il grande fratello. Mi fanno paura le persone che dicono che i ragazzi che partecipano al grande fratello sono ragazzi normali. Se la maggior parte di italiani si rispecchia nella personalità di quei gran deficienti mi preoccupo… anzi mi sento male. L’ignoranza e la stupidità, unite all’avarizia,alla falsità e all’ipocrisia sono un mix letale…e se molti italiani sono così allora E’ MERDA COI PINOLI!!!

  7. EmilyLaStramba

    La tv ci da quello che vogliamo, è la legge del mercato. Mi sembra riduttivo additare chi segue i reality come una persona insulsa o priva di personalità. Forse tornare a casa da un lavoro frustrante, ad una vita familiare insoddisfacente, in una società che mortifica la creatività e che santifica modelli di successo irrangiungibili ai più, spinge molte persone a cercare di accendere il meno possibile il cervello facendosi trapassare senza resistenze da quello che passa il convento per non dover riflettere sulla propria condizione. Tanto di cappello a chi per carattere, per educazione scolastica o per indole non cede a questa tentazione ma a volte cercare di capire il perchè dei comportamenti degli altri può stimolare il senso critico, che è forse la mancanza più grave sia tra quelli che guardano l’isola dei famosi ma evidentemente anche tra quelli che la disdegnano 🙂

Next Article