Filosofia prandiana

Chiaccherata interessante oggi a mensa: partendo da Spiderman-2 ci si interroga sul ruolo dei modelli trasmessi nei film moderni americani e dalla TV italiana (Grande Fratello in primis). Un collega dice che non sopporta che Peter Parker sia sostanzialmente un idiota e che il modello è sbagliato perchè ci fa tendere ad identificarci con una mezza calzetta che si proietta nell’invincibile supereroe, mentre la gente in realtà è diversa. Io non sono d’accordo, perchè dimentichiamo che Spiderman è un prodotto di 30 anni fa, e allora la gente si era stufata dell’uomo d’acciaio che vince sempre; Peter Parker incarna, nel fumetto come nel film, la situazione classica di un ragazzo che viene caricato di responsabilità e ruoli che non vuole e non ha chiesto, ma che deve comunque rivestire per un compiere un bene più grande. Una collega dice che allora, tutto sommato, preferisce guardare il Grande Fratello perchè alla fine quelle persone sono più "vicine" a noi. Sorrido e non rispondo, vicine lo saranno solo temporalmente, io con quelli ho poco a che spartire.

Vabeh, a me han detto che è abbastanza una ca**ta, però questa persona mi ha anche detto "che squallore, han pure gettato le basi per il terzo film, torna Goblin che è il figlio con la maschera del padre… allora nel quarto che fanno? Octopus con più tentacoli?" beh, io mi sono informato, e la storia originale dell’Uomo Ragno è proprio così: il figlio di Norman Osborn assume l’identità di Goblin per vendicarlo. Perchè partire prevenuti? 🙂

Insomma, alla fin fine il momento migliore dell’Uomo Ragno sugli schermi è Massimo Ceccherini che in "fuochi d’artificio" dice: «gli fa ‘na sega il temporale all’uomo ragno» KAAA-KRAAAAAAACCKKKKK 🙂