INSULTO ALLA POVERTA…

INSULTO ALLA POVERTA’

Ci sono vari modi di insultare i poveri… non credo di essere un santo, anzi, spesso compro cose che magari poi non uso (specie nel campo "tecnologia")… ma io, e voi anche credo, abbiamo un certo senso del limite. Guardate questo sito
http://www.audiofederation.com/catalog/speakers/index.htm
ad esempio la prima foto. Tralasciando il gusto dell’oggeto in sè (ORRENDO) guardate il PREZZO!!!!!
Diciamo che se riesco a capire uno yatch (più è grande più sono ricco, ma comunque quelli enormi danno anche lavoro ad un po’ di persone) per delle CASSE DA STEREO proprio non ci arrivo… la differenza con un paio di casse ottime, (e per ottime intendo anche 2000 euro eh, cose che non comprerei lo stesso) ma comunque con un prezzo all’incirca umano, semplicemente NON C’E’. Non che non si senta, o meglio: se non si sente è come se non ci fosse. quindi sarebbe come comprare uno yatch da 50 metri per andarci da solo e tenerlo in secca tutto l’anno… mhh no, mi sa che esiste DAVVERO gente così :-\

Ritengo di aver rice…

Ritengo di aver ricevuto un’educazione normale, penso che i miei siano stati dei buoni genitori. Non faccio l’elemosina a tutti indistintamente, e odio addirittura i lavavetri ai semafori, lo sapevate che qua alcuni ti rigano la macchina se non ti sottoponi al loro trattamento? ma a parte questo, che comunque c’entra poco con l’educazione (semmai questa è una questione di sensibilità o di cuore se preferite) volevo parlare del posto a sedere sul bus. Per dove abito e come sono strutturate le linee mi capita spesso di viaggiare seduto; orbene:
– se sto leggendo potrebbe anche salire un kamikaze imbottito di tritolo che non me ne accorgerei. Cio’ non toglie che se mi viene chiesto, o se alzo gli occhi e mi accorgo che c’è una persona che ha bisogno mi alzi all’istante, se e solo se non rientra nella categoria sotto:
– se invece di chiedere educatamente ti appiccichi strusciando te e le tue borse, sbuffando o peggio mormorando qualcosa sui giovani d’oggi, stai pur certo che piuttosto mi rannicchio sul sedile, ma non ti siederai. E’ una questione si di educazione, ma della TUA educazione…
– considero l’ottimo quando mi accorgo che sale una persona bisognosa di sedersi e mi alzo da me, ma ho anche visto gente soffiare il posto al volo… cioè io mi alzo per la vecchina e ZAC! arriva il manager al telefonino. Per fortuna di solito si aggiusta perchè qualcun altro cede analogamente il suo posto.
L’aneddoto curioso però è un altro… è una cosa che un po’ mi ha segnato, tempo fa… c’era una signora di mezza età, mi pare avesse una borsa della spesa, ma non importa… mi pareva (una volta tanto) che potesse aver voglia di sedersi e così le domando "mi scusi, vuol per caso sedersi?"
"Screanzato!! ma per chi mi ha preso? le sembro una vecchia?? lo sa quanti anni ho?" :-O

Beh, raramente rimango senza parole… ma lì ero pietrificato.

Terza settimana di f…

Terza settimana di fila di mototerapia… sto accumulando energie positive alla grande!!
Ringrazio la mia musa climatica per il tempo splendido Sabato. La ringrazio anche per il temporale di Sabato notte, pare fosse anche quello voluto infatti dopo un diluvio con vento a mille all’ora Domenica era una giornata tersissima, e dai monti liguri si godeva di certi panorami mozzafiato che solo… beh si, solo chi vive in Liguria conosce. Nervo: il tuo Sole ha assolto egregiamente alla funzione preposta! ti devo una birra, quantomeno

Oggi mi sbilancio alla grande: non sono solo contento…

IO OGGI SONO FELICE!!!

 

Scusate il post prol…

Scusate il post prolisso, dovevo scrivere qualcosa ma me lo sono dimenticato. Allora mi è tornato in mente questo racconto breve di Murakami, di cui abbiamo parlato qualche post fa, nei commenti… personalmente mi sembra talmente bello che non posso fare a meno di condividerlo con Voi, è un po’ di tempo che ci penso, è un post completamente NON farina del mio sacco… ma è così bello…

In una bella mattina di aprile, in una via laterale del quartiere di Harajuku, sono passato accanto a una ragazza perfetta, al 100%.
Non era una gran bellezza. E nemmeno di un’eleganza strepitosa. I capelli dietro la testa le avevano preso una brutta piega dormendo e doveva essere vicino alla trentina. Eppure già a cinquanta metri di distanza avevo capito che era la ragazza perfetta per me. Dal momento in cui la vidi il mio battito cardiaco divenne irregolare e l’interno della bocca mi si fece secco come la sabbia del deserto.
Forse anche a voi piace un tipo particolare di ragazza. Quelle che hanno le caviglie sottili, per esempio, o dei grandi occhi, o delle belle mani… non so, magari vi attirano quelle che amano mangiare con calma, lentamente, o qualche altra prerogativa del genere. Ovviamente ho anch’io il mio tipo. Mi è già successo di andare al ristorante e restare affascinato dal naso della ragazza che sedeva alla tavola accanto.
Nessuno però può dire come dev’essere quella perfetta al 100%. Prendiamo la ragazza di quel mattino, non ricordo neppure che forma avesse, il suo naso. Anzi, non ricordo neppure se avesse un naso. Tutto quello che ricordo è che non era una gran bellezza. Molto strano, vero?
"Ieri sono passato accanto alla ragazza perfetta al 100%", dico a uno.
"Ah sì?" mi risponde lui. "Era molto bella?"
"No, no direi."
"Allora era proprio il tuo tipo?"
"Non mi ricordo. Ho dimenticato tutto, che forma avessero i suoi occhi, se avesse molto seno o no…"
"Strano."
"In effetti."
"Allora cos’hai fatto?" continua lui con aria annoiata. "Le hai parlato, l’hai seguita?"
"Non ho fatto nulla", rispondo io. "Le sono semplicemente passato accanto." Lei camminava da est a ovest, io da ovest a est. In una mattina di aprile veramente piacevole.
Avrei voluto parlarle, anche soltanto per una mezz’oretta. Chiederle di lei, raccontarle di me. E soprattutto spiegarle le complicate combinazioni del destino che avevano fatto sì che noi due passassimo uno accanto all’altra in una strada laterale di Harajuku in una bella mattina di aprile del 1981. Di sicuro tutto ciò era denso di caldi segreti, come un antico meccanismo costruito in tempi di pace.
Dopo aver parlato di queste cose, avremmo potuto pranzare insieme, andare a vedere un film di Woody Allen, fermarci al bar di qualche albergo a bere qualcosa. E con un po’ di fortuna, magari finire insieme in un letto.
Una tale possibilità bussava alla porta del mio cuore.
La distanza tra lei e me si era ridotta a quindici metri.
"Bene, adesso le rivolgo la parola", ho pensato. "Ma cosa le dico?"
"Buongiorno. Posso parlarle un momento, per favore? Mi bastano trenta secondi."
Assurdo, mi avrebbe preso per un rappresentante di una compagnia di assicurazioni.
"Mi scusi, sa se c’è una tintoria aperta ventiquattr’ore su ventiquattro, da queste parti?"
Ancora peggio. Tanto per cominciare, non avevo neanche la borsa con la roba sporca!
Che fosse meglio dirle subito tutta la verità?
"Buongiorno. Lei per me è la ragazza perfetta al 100%"
Non mi avrebbe mai creduto. E anche supponendo il contrario, era probabile che non avesse nessuna voglia di parlare con me.
"Io per lei sarò pure la ragazza perfetta, ma lei per me non è affatto l’uomo perfetto", mi avrebbe risposto. In tal caso mi sarei sentito perduto, ne sono certo. Ormai ho trentadue anni, tutto sommato invecchiare significa proprio questo.
Le sono passato di fianco davanti a un negozio di fiori. Un lieve spostamento d’aria tiepida mi ha accarezzato la pelle. Il marciapiede d’asfalto era bagnato d’acqua, ho sentito un profumo di rose. Non le ho rivolto la parola, non ce l’ho fatta. Lei indossava una maglia bianca e nella mano destra teneva una busta bianca alla quale mancava il francobollo. Una lettera per qualcuno. A giudicare dagli occhi terribilmente assonnati, poteva darsi che avesse passato tutta la notte a scriverla. Poteva darsi che quella busta contenesse tutti i suoi segreti.
Ho fatto pochi passi e quando mi sono voltato la sua figura era già scomparsa tra la folla.

Naturalmente adesso so benissimo in che modo avrei dovuto abbordarla, quella volta. Ma comunque sarebbe stato un discorso troppo lungo, non avrebbe funzionato. Le idee che mi vengono in mente non sono mai pratiche.
Ad ogni modo quel discorso cominciava con c’era una volta… e finiva con non pensa che sia una storia molto triste?

C’erano una volta in un posto lontano, un ragazzo e una ragazza. Il ragazzo aveva diciotto anni, la ragazza sedici. Né l’uno né l’altra potevano dirsi molto belli, erano soltanto due ragazzi normali e solitari come ce ne sono ovunque. Però erano fermamente convinti che da qualche parte al mondo esistessero la ragazza e il ragazzo perfetti per loro, al 100%.
Un giorno camminando per la strada si trovarono faccia a faccia.
"Che sorpresa, ti ho cercata dappertutto", disse il ragazzo alla ragazza. "Forse non mi crederai, ma tu per me sei la ragazza perfetta al 100%."
"Anche tu per me sei il ragazzo perfetto al 100%", disse la ragazza. "Sei esattamente come ti immaginavo, in tutto e per tutto, mi sembra di sognare."
I due sedettero su una panchina nel parco e parlarono, parlarono, senza stufarsi mai. Non si sentivano più soli. Trovare il compagno, la compagna perfetta, ed essere a propria volta trovati da lui, da lei, che cosa meravigliosa!
Nel cuore però nutrivano un piccolo, piccolissimo dubbio. Era giusto che un sogno si realizzasse così facilmente?
"Senti, facciamo un’altra prova", disse allora il ragazzo in una pausa della conversazione. "Se siamo veramente perfetti al 100% l’uno per l’altra, di sicuro un giorno ci incontreremo di nuovo da qualche parte e quando ci rincontreremo, se ci troveremo ancora perfetti al 100%, ci sposeremo subito, lì sul posto. Sei d’accordo?"
"Sì, sono d’accordo", rispose la ragazza.
Così i due si separarono.
Invece non c’era alcun bisogno di fare un’altra prova. Erano assolutamente perfetti l’uno per l’altra, al 100%. Ma le onde inevitabili del destino si presero gioco di loro.
Un inverno, entrambi si buscarono una brutta influenza che imperversava quell’anno, e dopo essere rimasti per molte settimane tra la vita e la morte, al risveglio avevano dimenticato completamente il proprio passato. Le loro teste erano vuote come il salvadanaio del giovane D.H. Lawrence.
Siccome però erano due ragazzi intelligenti e perseveranti, a costo di molti sforzi acquisirono una nuova coscienza e nuove capacità emotive e tornarono a fare magnificamente parte della società. Furono di nuovo in grado di prendere la metropolitana, di cambiare linea, di andare alla posta per spedire una raccomandata. E sperimentarono di nuovo l’amore, al 75 o all’85%.
Intanto il ragazzo aveva compiuto trentadue anni, la ragazza trenta. Il tempo era passato a una velocità strabiliante.
Poi, in una bella mattina di aprile, lui stava camminando in una via laterale di Harajuku, da ovest a est, per fare colazione al bar, mentre lei percorreva la stessa strada da est a ovest per spedire una raccomandata. Si incrociarono a metà strada. Per un attimo un barlume dei vecchi ricordi illuminò i loro cuori.
"E’ la ragazza perfetta per me, al 100%", si disse lui.
"E’ il ragazzo perfetto per me, al 100%", si disse lei.
La luce dei loro ricordi però era troppo debole, le loro parole non erano chiare come quattordici anni prima. Si passarono accanto senza parlarsi e scomparvero tra la folla in direzioni opposte.
Non pensa che sia una storia molto triste?

E’ così che avrei dovuto parlarle.

© Haruki Murakami – da "L’elefante scomparso e altri racconti" ed. Baldini & Castoldi 2001

COLORIOggi è una b…

CO LO RI

Oggi è una bellissima giornata, il cielo è molto azzurro, i monti intorno Genova sono molto verdi, e se solo avessi occasione di sbirciare il mare da qualche finestra alta del Palazzo sono sicuro vedrei un bel mare blu acceso. E immancabilmente non posso non farmi la solita domanda, che non è farina del mio sacco (la lessi su un fumetto, tanti anni fa) ma che da allora mi riecheggia nella zucca ciclicamente:
Siamo davvero sicuri che tutti vediamo i colori alla stessa maniera? Cioè, sicuramente tutti li CHIAMIAMO con lo stesso nome, ma chi ci dice che quello che io vedo e chiamo
VERDE non sia di un colore che tu chiami VERDE ma che vedi di un colore che io chiemerei ROSSO ?
Se avessi a disposizione Photoshop modificherei una foto per rendere meglio l’idea, per ora non posso. Questa domanda la posi una volta a un Dottore, sperando che la scienza potesse darmi conforto. La fisica ci dice che il colore è una semplice lunghezza d’onda della radiazione che chiamiamo "luce" ma il fatto oscuro in realtà è: come il nostro corpo percepisce, trasforma e trasmette al cervello questa informazione. Magari la tua retina funziona diversamente e nessuno oltre a te potrà mai saperlo. Insomma non mi fu di grande aiuto.

Il mio Week-End è fi…

Il mio Week-End è finito un pò prima del previsto, complice un impegno di due amici e il clima non proprio favorevole… dopo 3 fine settimana di fila anche la mia musa climatica ha dovuto arrendersi e ricaricare le pile… ma mi ha promesso due giorni sahariani sabato e domenica prossimi… anche perchè sennò la suono ;-))
Guidare sotto il diluvio non è tanto brutto, se non fosse per il fatto che stai con i muscoli rigidissimi senza accorgertene, cercando di captare ogni minimo sbandamento della moto e ogni possibile ostacolo intravisto tra il moscerino spiaccicato sulla visiera e quella goccia che scende obliqua proprio davanti al cartello che ti interessa 🙂
Cmq la Toscana è bellissima, ogni volta che ci torno è una gioia, per me e per le gomme. Questa foto l’ho fatta con la funziona panoramica della mia digitale

 

 

 

Dal blog di mukkacamilla copio questo giochino che mi pare carino, lei a sua volta l’ha preso da un altro blog:
1)Prendi il libro più vicino 2)Aprilo a pagina 23 3)Trova la prima fase degna del benchè minimo interesse 4)Posta il testo della frase nel tuo blog assieme a queste istruzioni : Ecco la mia parte:
"Certo, se non ci fossero almeno un pò di persone con il pallino della cartografia – e per fortuna ne bastano pochissime – sarebbe un problema, mi rendevo conto. E tuttavia non potevo fare a meno di trovare strano il fatto che uno che balbettava ogni volta che pronunciava la parola "mappa" desiderasse lavorare proprio in un istituto di cartografia. Infatti nel parlare a volte balbettava a volte no, ma se pronunciava la parola "mappa" balbettava sicuramente, era matematico".

I fumatori
I fuma…

I fumatori
I fumatori sono una razza assai curiosa, l’unica che mi dispiace non sia in via d’estinzione. Ne conosco vari tipi, di fumatori: il conscio, l’arrogante, l’educato, il tracotante, il maleducato e un paio d’altre decine che non vi elenco… ho litigato spesso con i fumatori, per difendere un diritto che è mio, quello alla MIA salute, o per puro puntiglio ma ecco, oggi ho avuto l’illuminazione: il fumatore educato rappresenta una percentuale minuscola dell’insieme, la maggior parte se ne frega un pò di tutto (o si dimentica, quindi se ne frega di ricordare, alla fine è uguale):
MA PERCHE’ IN QUASI 28 ANNI NON MAI MAI MAI VISTO FUMARE NESSUNO AL CINEMA? E SOLO DUE PERSONE SULL’AUTOBUS? Questo rasenta la follia, questo significa che la razza del fumatore vive di regole strane, imposte da chissachì e quando, a cui si attiene scrupolosamente, salvo poi non riuscire a contenersi in presenza di gente che, con fare del tutto gentile, chiede se sia possibile evitare. Oppure che esistono dei posti "neutri" in cui la salvaguardia della salute la fa ancora da padrone. Perchè non ditemi che non sarebbe rilassante fumare DURANTE il cinema… O si, vi ci vedo tutti a tirare copiose boccate e avvolgere di nuvolette la poltroncina che vi precede. E invece no! ridicola scenetta alla fine del primo tempo, se siete fortunati e ancora proiettano il film in due parti.

Questo Week-end riparto in sella, direzione Toscana. Divertitevi e ci rileggiamo Lunedì.

Mi sono appena accor…

Mi sono appena accorto, in doccia, che lo shampoo che uso è prodotto dalla Pfeizer… sapete tutti per cosa è famosa la Pfeizer vero?

Vi pregherei di astenervi da facili battute sull’avere i capelli dritti 🙂

Volevo ringraziare n…

Volevo ringraziare nuovamente una mia amica che fa le magie col clima… se chiedi sole viene sole, se chiedi "niente pioggia" resta nuvoloso e via così… due Week-end su due sono più di una coincidenza :-)) Ora cercherò di sdebitarmi, anzi di andare in credito se possibile, perchè i prossimi due fine settimana mi servono ancora i suoi servigi :-PPPP
Gran bel posto il Lago di Como, cmq…