Pierlucio Tinazzi, “Spadino” per gli amici, era un dipendente della Società Traforo del Monte Bianco. Per il suo lavoro usava una moto, con la quale percorreva il tunnel. Quando, il 23 marzo 1999, scoppiò un incendio terribile e devastante nel quale persero la vita 39 persone, Spadino prese la sua moto e ritornò nella galleria per un estremo tentativo di salvataggio, nel quale perse la vita.
Da allora, ogni anno i motociclisti si ritrovano all’ingresso del traforo per ricordare a tutti la generosità ed il coraggio di Spadino e per chiedere alle istituzioni un maggiore impegno per la sicurezza delle strade.

Quest’anno ci sono andato anche io… ci tenevo in una maniera che non ne avete idea. Di tutto il viaggio mi rimangono molti bei momenti, tante belle persone, magari farò un report e vi darò il link, sicuramente linkerò le foto… ma due cose mi rimarranno soprattutto di questa esperienza:
– ci fermiamo in un bar per un caffè, oggi, e naturalmente ne occupiamo buona parte con caschi giacche foulard borse e quant’altro… entra una vecchina e ci guarda tutti, squadrandoci, non ha nessuna espressione sul volto… io faccio per uscire e la incrocio in disparte rispetto agli altri. "Siete quelli del tunnel?" – "Si" gli faccio io e abbozzo un sorriso – "Bravi!, vi ho visto ieri in TV… volevo dirvi che siete proprio delle brave persone".
– al ritorno in autostrada comincia a fare freschino, forse avrei dovuto lasciarmi la calzamaglia sotto alla tuta, in fondo è pur sempre Marzo… si procede molto a rilento, mi annoio parecchio e diamine, fa fresco fresco… mi si affianca un’auto; su un sedile c’è un bimbo, avrà si e no 3-4 anni, ma sembra triste e malinconico, guarda fuori. Ha un grissino in una mano e non appena mi nota mi scruta curioso (probabilmente, anzi sicuramente, le gare in TV le guarda eccome!!). Con la mano libera mi fa il pollice alzato e io ricambio volentieri… ed ecco che di colpo esplode un sorriso magnifico. Non ho più freddo, ora ci sono 3 soli: uno è nel cielo, velato dalle nubi… uno è sul viso di questo bimbo venuto da chissà dove, che chissà dove sta andando… l’altro me lo porto io dentro per il resto del viaggio 🙂