L’importanza di sape…

L’importanza di saper ascoltare:
-in pizzeria, a pranzo-
Tambu: …e da bere una birra piccola
Cameriera: media o piccola?
Tambu: O_O ? piccola!
Cameriera: media?
Tambu: O___O ?!?!? PICCOLAAAAAAAA!!!!!!

COME ADORO QUESTI PE…

COME ADORO QUESTI PEZZI DI GIORNALISMO SCENOGRAFICO:
(da Repubblica): Il contabile: "Datemi un pc"e spunta il bilancio vero Senza me e i miei collaboratori di quei numeri non capirete niente, non andrete da nessuna parte ( minaccioso quanto basta, un genio, pare Stallone in Rambo II ).[…] Sono Fausto Tonna, l’ex direttore finanziario dell’impero, l’"alter ego tecnico" di Calisto Tanzi, e Giancarlo Bocchi, uno dei suoi due "operativi", il contabile che nella foga distruttiva degli ultimi giorni prima della caduta prese a martellate archivi elettronici, pc portatili e tutto quanto gli capitasse a tiro. ( a scelta: Terminator o Un Giorno di ordinaria follia) […] "Il ritorno in Parmalat sarà un’esperienza catartica – aveva preannunciato Salvatore Pino, l’avvocato di Bocchi – Servirà a riportare un po’ tutti alla realtà, qui a Collecchio". E in effetti una funzione simile, il ritorno di Tonna e Bocchi, sembra averla. Basta vedere le facce con cui i dipendenti e le segretarie seguono i passi dell’ex direttore. Fino a pochi giorni prima delle sue dimissioni, quell’uomo era il terrore di Collecchio, il suo hobby – raccontano qui – era quello di far piangere le segretarie, una volta tirò una stampante addosso a un dipendente che aveva avuto la pessima idea di contraddirlo. ( a metà strada tra "Casper" quando i fantasmi vanno in paradiso nel tunnel di luce e Venerdì 13) […] Bocchi, camicia azzurra nuova nuova portata in carcere il giorno prima dalla moglie, ha le idee chiare. Aspettava questo appuntamento per dimostrare la sua voglia di collaborare. Saluta alcuni suoi ex colleghi che vorrebbero abbracciarlo ma si trattengono. "Portatemi il computer che era al primo piano", chiede con il suo accento emiliano. Quelli gli portano un primo computer e una pila interminabile di cd-rom. Lui ci lavora un po’: "No, non era questo, mi serve il mio, è lì che c’è quella roba". Gli portano quello giusto. E’ il momento chiave della giornata. In quel pc c’è un file. O quel che ne resta. Perché durante gli ultimi giorni di Collecchio qualcuno ha provato a distruggerlo. Bocchi, incredulo, chiama i tecnici informatici della procura: "Recuperate quel file lì". Una manciata di minuti ed eccolo: il bilancio reale di Parmalat.( qua è facile: "Hackers" o "War Games" o "Tron" a scelta 🙂 ) […] L’ex direttore finanziario è di pessimo umore. "Senza di noi qui non andate da nessuna parte", ha polemizzato nell’attesa con un inquirente. La commozione della sua vecchia segretaria incrociata per caso nel corridoio, non ha fatto altro che accrescere il suo imbarazzo ,("Via col vento" è omologabile secondo voi?) esattamente come la vista – fuori dalla finestra del primo piano – dei giornalisti, gli stessi che aveva stramaladetto ("vi auguro una morte lenta e dolorosa") il giorno del suo primo interrogatorio. ( e qua scatta l’applauso a scena aperta, il climax ascendente è completo e lo spettatore appagato ringrazia il regista/giornalista per le dotte citazioni.)